Rifugio La Canua
Come arrivare · Cremia, Lombardia · 1520 m · rifugio alpino
Scheda rifugio su MyBlaze
Informazioni pratiche
Tipologia
rifugio alpino
Quota
1520 m
Posti letto
22
Regione
Lombardia
Localita
Alpe Sumero
Comune
Cremia
Meteo
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Come arrivare al Rifugio La Canua
Il Rifugio La Canua situato sul versante orientale del M. Bregagno, poco a sud dell'Alpe Sumero.
Collocato di fronte al Legnone e il Legnoncino, gode di una splendida vista panoramica sul Lago di Como e il Pian di Spagna.
Il rifugio una grande struttura a tre piani ed stato ottenuto recuperando il vecchio edificio nel quale veniva conservato il latte per la lavorazione.
Nel Rifugio La Canua svolgono la loro attivit di volontariato gli appartenenti all'Operazione Mato Grosso, un movimento di volontari che dal 1967 lavorano gratuitamente
in favore dei poveri di Per, Brasile, Ecuador e Bolivia. Il ricavato della gestione del rifugio viene interamente devoluto per le loro necessit.
Nello specifico, gli introiti del Rifugio La Canua vengono devoluti alla Casa degli ammalati in Goiania, Brasile, una casa di accoglienza che serve sia gli ammalati
che devono essere ricoverati all'ospedale, sia i parenti che li accompagnano.
Primo itinerario: da Samaino/Piazzucco
La strada che collega Samaino a Piazzucco agro-silvo-pastorale e, volendo, percorribile con un fuoristrada [attenzione strada in alcuni punti con un fondo non dei
migliori, abbastanza stretta e con poche piazzole per lo scambio] previo pagamento di un pedaggio di 5 euro (giornaliero ma valevole fino alle ore 20 del giorno
successivo a quello del rilascio) e la compilazione di un formulario con i dati del conducente (compreso il codice fiscale).
Il pagamento si pu effettuare presso gli Uffici Comunali (luned-sabato 8.30-12) oppure presso il Bar S. Vito situato all'incrocio tra la statale 340dir e la provinciale
6; il Bar S. Michele vicino al comune in una piazzetta con fontana; e il negozio alimentari Alex Pelizzari (negli orari di apertura di queste attivit).
Da Como percorriamo la statale 340 Regina fino a Menaggio e successivamente la 340dir costeggiando la sponda occidentale del lago.
Venendo invece da Lecco o da Milano conviene utilizzare la statale 36 fino a Colico indi retrocedere sull'altra sponda del Lago di Como con la statale 340dir.
In entrambi i casi arriviamo a S. Vito dove al km. 9.8 della ss 340dir, accanto al Bar S. Vito, imbocchiamo la provinciale 6.
Saliamo con alcuni tornanti e superiamo le frazioni di: Ghiano, Posgnano e Cantone dove giriamo a destra seguendo l'indicazione " ai monti ".
Dopo Somano troviamo due bivi e in entrambi i casi continuiamo seguendo la stessa indicazione.
Superata anche la frazione di Cadreglio, arriviamo a Samaino dove possiamo lasciare la macchina in un parcheggio con sette posti alla sinistra della
strada oppure proseguire per qualche centinaio di metri fino ad un tornante sinistrorso dove un evidente cartello segnala il divieto di transito a coloro che
non sono dotati dell'apposito permesso. Poco prima del tornante c' la possibilit di parcheggiare alcune vetture sul lato destro della strada (m. 410).
Lasciata la macchina ci incamminiamo in leggera salita lungo la strada asfaltata che ora pi stretta.
Passiamo accanto ad alcuni orti. Poi alla destra ci accompagna un muro mentre alla sinistra possiamo vedere il lago.
La pendenza aumenta. Troviamo una grata per lo scolo dell'acqua; altre ne troveremo in seguito. Nel muro alla destra salgono alcuni scalini.
Entriamo nel bosco (m. 430).
Vediamo altri scalini nel muro, che poco pi avanti termina (m. 445).
Ora alla destra c' una recinzione oltre la quale pascolano delle pecore. A sinistra l'assenza di alberi permette la vista del lago. Anche alla sinistra c' una breve recinzione.
Proseguiamo in leggera salita tra gli alberi.
Troviamo un'altra corta recinzione alla sinistra poco prima di una semicurva verso destra.
In alto vediamo degli orti. Percorriamo un'ampia curva verso sinistra all'esterno della quale una stradina con il fondo in cemento chiusa da una sbarra sale verso una propriet privata (m. 480).
Riprendiamo a salire nel bosco. Alla destra ci accompagna un muretto in cemento.
Prima di arrivare ad una curva a sinistra, dalla destra scende un piccolo ripido torrente che per troviamo in secca.
Poco dopo un altro piccolo corso d'acqua attraversa la strada passandole sotto.
Alla destra vediamo delle reti utilizzate come gabbie per contenere delle pietre il cui scopo di evitare un possibile smottamento del terreno (m. 500).
Percorriamo una curva a sinistra. Tra gli alberi alla sinistra, in alcuni punti riusciamo ad intravedere il lago.
Un rivolo passa sotto alla strada in un tubo.
Poco dopo alla destra troviamo un casello dell'acquedotto (m. 530).
Un altro torrentello attraversa la strada passandole sotto in un tubo.
Percorriamo un tornante destrorso. Alla sinistra ci sono delle protezioni dapprima in metallo e poi in legno (m. 550).
Ora il muretto alla sinistra vale a dire, come sempre, sul lato a monte.
Troviamo altri due torrenti che passano sotto alla strada; accanto al secondo, alla sinistra c' una protezione in ferro lunga solo un metro.
Lasciamo a destra una casa in costruzione percorrendo un tratto con gli alberi solo alla sinistra (m. 570).
Poi torniamo nel bosco che in prevalenza composto da castagni.
Con pochissima pendenza arriviamo ad un tornante sinistrorso all'esterno del quale c' un traliccio mentre all'interno e subito dopo alla destra, ci sono delle roccette (m. 590).
Oltre al solito muretto alla destra, lato a monte, ce n' anche uno alla sinistra che ben presto termina.
Poco dopo alla destra ci sono delle rocce.
Riprendiamo a salire. In questo punto alla sinistra l'asfalto rattoppato con del cemento (m. 620).
Uno dopo l'altro troviamo altri tre rivoli che attraversano la strada mentre la pendenza aumenta un poco (m. 665).
Per un tratto il muretto alla destra sostituito da un muro.
Percorriamo alcune semicurve mentre altri due torrenti passano sotto alla strada (m. 690).
Raggiungiamo un tornante destrorso all'esterno del quale c' una propriet privata recintata. In basso a sinistra e in alto a destra vediamo alcune baite (m. 695).
Poco dopo superiamo un tornante sinistrorso e passiamo sotto dei cavi.
Troviamo un altro rivolo che attraversa la strada passandole sotto e arriviamo ad un altro tornante destrorso dove ci sono alcune baite su una della
quali leggiamo la scritta " Casa Muma " (m. 710).
Poco dopo alla destra ci sono delle protezioni di legno. Ripassiamo sotto ai cavi.
Alla sinistra sale una gradinata che conduce alla casa pi in alto. Proseguiamo con il basso muretto alla sinistra.
Percorriamo un tornante sinistrorso. Il muretto sempre sul lato a monte; qui a destra (m. 735).
Alla sinistra ci sono una siepe e una recinzione in legno con due cancelletti oltre i quali vediamo una baita.
Superamo un altro tornante destrorso. Ora alla destra ci accompagnano dei pali metallici che reggono un cavo. La pendenza aumenta.
Passiamo sotto dei cavi dell'alta tensione. A sinistra in alto vediamo una casa recintata con una rete verde e un cancello, a destra invece c' una breve recinzione in legno (m. 765).
Superati altri due tornanti sinistra-destra, raggiungiamo alcune case di pregevole fattura che troviamo sulla sinistra all'interno di una recinzione
in legno. Alla destra vediamo un tavolone di legno con relative panche in un boschetto di betulle. Un cartello informa che siamo in localit: " Monti di Marte m. 800 ".
La pendenza diminuisce un poco. Aggirando le case percorriamo un tornante sinistrorso all'esterno del quale tra gli alberi intravediamo una parte del lago.
Subito dopo alla destra troviamo un casello dell'acquedotto. Ora alla sinistra che riusciamo a vedere il lago tra gli alberi. Al lato destro della
strada ci accompagnano dei pali che reggono un cavo.
Passiamo sotto tre cavi dell'alta tensione. La pendenza ora minima.
Terminata la serie di pali, alla destra troviamo dapprima un manufatto in pietra dell'Enel e poi una parete di roccia. Subito dopo percorriamo una curva a destra.
In alto a destra vediamo una baita e un cartello informa che si tratta dello " Chalet Primlac ". Oltre un cancelletto vediamo un sentiero che sale a
raggiungerla. Alla sinistra invece c' una protezione di legno (m. 830).
Proseguiamo tra gli alberi. Da una roccia alla destra scende un rivolo che poi passa sotto alla strada.
Percorriamo una ampia curva a sinistra terminata la quale, un piccolo torrente ad attraversare la strada passandole sotto.
Continuiamo con una ampia curva a destra, rinforzata con un muro formato da grosse pietre, dove ignoriamo un sentiero che scende a sinistra verso una baita (840).
Percorriamo una curva a sinistra passando su di un ponte con le sponde in metallo con il quale attraversiamo un torrente. Anche qui alla sinistra
riusciamo a intravedere il lago (m. 845).
Alla destra troviamo delle reti contenenti delle pietre a scopo di prevenire possibili smottamenti.
Subito dopo percorriamo un tornante destrorso all'esterno del quale vediamo un torrente. A fianco del torrente parte un sentiero. Al termine del
tornante scorrendo su delle roccette scende un rivolo (m. 855).
Alla destra oltre il lago vediamo il Legnone.
Presso una curva a destra troviamo un rivolo che scende da una roccia alla sinistra e poi passa sotto alla strada.
Presso la successiva curva a sinistra, una rete nera impedisce la caduta di sassi sulla strada.
La strada diventa sterrata (m. 870).
Poco pi avanti dalla sinistra scende un rivolo. In questo punto troviamo anche un vecchio scavatore abbandonato.
Percorriamo un tornante sinistrorso all'esterno del quale un po' lontano vediamo delle vecchie baite. Un segnale stradale indica il divieto di sosta (m. 895).
Lasciamo a sinistra, sotto gli alberi, due vecchi ruderi.
Dalla roccia alla destra scende un rivolo; qui come per altri che vedremo in seguito, la zona attorno recintata con pali di legno (m. 910).
Proseguiamo in salita. Troviamo altri due rivoli che scendono dalla destra anch'essi sbarrati.
Qui la strada attraversata in diagonale da un profondo solco; il punto meno agevole per chi decidesse di salire in fuoristrada (m. 925).
Lasciato a destra un altro rivolo identico ai precedenti, percorriamo un tornante destrorso e passiamo a valle di due vecchie baite.
Il fondo diventa in cemento (m. 940).
Lasciato alla sinistra un altro rivolo circondato da protezioni in legno, percorriamo un lungo tratto con una bassa parete di rocce alla sinistra.
Raggiungiamo un tornante sinistrorso completamente scavato tra la roccia. Alla destra c' una protezione in ferro e una bella veduta del lago (m. 955).
Dopo il tornante la strada ridiventa sterrata e procede in leggera salita. In alto a destra vediamo una fila di baite.
Percorriamo un tornante destrorso all'esterno del quale c' un muro di pietre.
Dalla sinistra scende un rivolo chiuso dal solito sbarramento. La pendenza aumenta.
Ora siamo circondati da prati e pochi alberi. Dietro cominciamo a vedere il M. Bregagno.
Poi torniamo tra gli alberi che in prevalenza sono betulle e castagni (m. 995). Di tanto in tanto alla destra vediamo alcuni scorci del lago.
Passiamo sotto tre cavi dell'alta tensione; alla destra c' il traliccio.
Alla destra troviamo un cancello e l'inizio di una recinzione realizzata con dei pali di legno e una rete metallica. In alto a sinistra invece,
all'ombra di alcuni alberi, vediamo una casa recintata e una bandiera. In basso a sinistra a bordo della strada, alcuni paletti reggono una rete nera
allo scopo di trattenere cadute di materiale sulla strada.
Proseguiamo dapprima con un bosco di betulle e poi un prato, entrambi alla sinistra (m. 1010).
Un altro rivolo con protezioni scende dalla sinistra e passa sotto alla strada.
Troviamo poi una casa alla sinistra mentre dall'altra parte vediamo il Legnone e il Legnoncino. Tra le betulle percorriamo una curva alla sinistra e
subito dopo ignoriamo un sentiero che sale alla casa (m. 1025).
Continuiamo con poca pendenza verso il Bregagno e una baita in fondo che non raggiungeremo. In basso a destra vediamo altre due baite e il lago.
Percorriamo un tornante sinistrorso all'esterno del quale c' un muro di pietre (m. 1040).
Superato un ampio tornante destrorso continuiamo tra prati e betulle.
Incrociamo un sentiero che con pochissima pendenza sale da sinistra e prosegue sull'altro lato, poco evidente tra i prati (m. 1055).
Poco dopo lasciamo a destra un altro sentiero, pi marcato del precedente, all'inizio del quale un segnale stradale indica il divieto di transito ai motocicli.
Alla sinistra vediamo un grande prato nel quale ci sono una fontana con vasca e, pi avanti, una cascina.
Ad un bivio andiamo a destra in salita (m. 1065).
Superiamo una stanga che troviamo alzata.
Poco pi avanti percorriamo un tratto con il fondo in cemento (m. 1070).
Ora le betulle sono rade e possiamo vedere un bel panorama sul lago.
Per due volte passiamo sotto i tre cavi dell'alta tensione nei pressi di un tornante destrorso alla cui sinistra ci sono delle protezioni in metallo.
Davanti vediamo alcune baite.
Dopo il tornante percorriamo un altro tratto con il fondo in cemento fino al punto in cui troviamo un sentiero che attraversa la strada. Da qui
continuiamo su sterrato (m. 1095).
Una apertura nel bosco di betulle consente una bella veduta dell'Alto Lario e del Pian di Spagna.
Con delle protezioni alla destra percorriamo un tornante sinistrorso ignorando un largo sentiero che prosegue diritto (m. 1115).
Percorriamo un altro tratto con il fondo in cemento mentre alla destra c' una parete di roccia. Proseguiamo poi su sterrato.
Troviamo un sentiero che si stacca verso destra (m. 1130). Un cartello indica in quella direzione: " Rifugio La Canua mt 1520 s.l.m. ore 01.15 ".
Prendiamo questo sentiero in salita e poco pi avanti sulla sinistra troviamo una bacheca in legno con tettuccio appesa alla quale c' una cartina
della zona. Vediamo un segnavia a bandierina con il n. 3.
Raggiungiamo poi la chiesa di San Domenico situata in bella posizione panoramica (m. 1140). Appesa alla facciata sul lato destro c' una piccola
campana. Una targhetta indica l'altezza del luogo in m. 1115.
Qui il sentiero piega a sinistra e prosegue con poca pendenza alla destra di un bosco di betulle. Davanti vediamo Piazzucco e il Bregagno.
In salita raggiungiamo le baite del piccolo abitato (m. 1160) all'inizio del quale sulla sinistra leggiamo una targhetta su di un cassottello: "Piazzucco m. 1130".
Ci addentriamo tra le baite e raggiungiamo una fontana la cui acqua cade in un tronco scavato.
Visitata la piccola frazione, a monte delle case si spostiamo verso sinistra e ci riportiamo sulla sterrata che seguiamo verso destra per un breve
tratto fino al punto in cui termina nei pressi di alcune case (m. 1180).
Non essendoci indicazioni, dei due sentieri paralleli che proseguono davanti a noi, prendiamo a caso quello a sinistra.
Pi avanti tra l'erba di un prato troviamo un masso con dipinta una bandierina che essendo esattamente a met tra i due sentieri non indica quale dobbiamo prendere.
Anche qui a caso prendiamo quello che gira a sinistra che sembra pi evidente, lasciando l'altro che segue una recinzione con paletti di legno e una
rete a maglie larghe (m. 1195).
Entriamo in un bosco e tra betulle e felci saliamo in modo abbastanza ripido fino a sbucare in un prato che attraversiamo quasi in piano verso una cascina (m. 1215).
Dietro all'edificio, verso destra, vediamo pi in alto un cartello, identico a quello collocato all'inizio del sentiero, che indica il rifugio verso
destra. Pertanto saliamo tra l'erba e lo raggiungiamo.
Proseguiamo verso destra con un sentiero che costeggia una recinzione realizzata con paletti di legno e una rete a maglie larghe, oltre la quale vediamo alcuni baitelli.
Terminata la recinzione proseguiamo in salita.
Poi la pendenza aumenta e tra rade betulle arriviamo ad un incrocio di sentieri dove sulla destra troviamo un baitello di pietra che ha per tetto una gettata di
cemento (m. 1255). Ignoriamo il sentiero che scende a destra ed un altro a sinistra che conduce verso il cancello di una casa.
Proseguiamo diritto quasi in piano e arriviamo ad un bivio dove un bollo a bandierina su di una pietra sembrerebbe indicare il sentiero a destra.
Lo seguiamo con poca pendenza ed entriamo in un bosco di betulle.
In salita arriviamo al termine del bosco e proseguiamo tra erba e cespugli su di un sentiero inerbito. Attorno ci sono alcuni alberi a qualche metro
di distanza e dietro vediamo il Legnone. Ci rendiamo conto che i bolli sono spariti e che pertanto era opportuno seguire l'altro sentiero.
Comunque proseguendo percorriamo un tornante sinistrorso (m. 1285) presso il quale in basso a destra vediamo una casa all'ombra di alcuni alberi. Poi
in salita seguendo delle tracce tra l'erba ci riportiamo sul percorso principale che in questo punto scorre alla destra di un boschetto di betulle. I
bolli tornano subito ad essere abbondanti (m. 1305).
Oltre ai bolli c' anche un cerchietto rosso. In basso a destra vediamo ancora la casa tra gli alberi.
Percorriamo un tornante sinistrorso.
Terminati gli alberi, saliamo ripidamente seguendo delle tracce tra l'erba (m. 1325). Quasi su ogni masso che incontriamo vediamo una bandierina
rosso-bianco-rossa. Il panorama ormai abbraccia tutto il ramo settentrionale del Lago di Como e le cime circostanti.
Passiamo accanto ad un grande ometto che lasciamo a destra (m. 1355).
Il sentiero si divide in due tracce parallele che pi avanti si riuniscono (m. 1375). Da questo punto i bolli stranamente spariscono.
Seguendo il sentiero continuiamo ripidamente e lasciamo a destra un masso pi grande dei precedenti (m. 1400).
Ora siamo attorniati da piccoli cespugli. Una diecina di metri verso destra vediamo un sorbo degli uccellatori (m. 1420).
Dopo pochi passi quasi in piano torniamo a salire con minore pendenza (m. 1430).
A questo punto potremmo proseguire diritto tra l'erba, ancora in modo ripido. Il rifugio infatti davanti a noi anche se per il momento non
visibile. Ma non essendoci indicazioni, preferiamo seguire un evidente sentiero quasi in piano che si stacca verso destra.
Lasciamo poi alla destra una malconcia vasca abbeveratoio in cemento e percorriamo una curva a sinistra (m. 1445).
In lontananza, alla sinistra di un ruscello che scende incanalato artificialmente tra due file di reti contenenti delle pietre, vediamo su di un masso
una bandierina rosso-bianco-rossa. Proseguiamo pertanto in quella direzione.
Con pochi passi in discesa, ci portiamo poi su di un altro sentiero pi evidente.
Guadiamo verso destra un piccolo ruscello e poi in salita passiamo accanto al masso con la bandierina che avevamo precedentemente notato.
Giunti in cima, su di una pietra vediamo una freccia bianco-rossa che punta a sinistra (m. 1455). Guardando da quella parte cominciamo a vedere il
rifugio riconoscibile anche dalla bandiera.
Lasciamo pertanto il sentiero che prosegue verso l'Alpe Sumero visibile davanti in lontananza e, volgendo le spalle al ruscello, saliamo a sinistra
nei prati.
Ci teniamo sul margine di un valloncello nel quale scorre il piccolo ruscello che avevamo precedentemente guadato. Davanti verso le stalle
dell'alpeggio vediamo diverse capre al pascolo.
Seguendo un piccolo sentiero che si abbassa nel valloncello, con pochi passi in discesa raggiungiamo il ruscello e lo scavalchiamo (m. 1475).
In leggera salita risaliamo l'altra sponda camminando tra i cespugli.
Con un piccolo sentiero, quasi in piano, seguiamo un rivolo tra l'erba. In questo punto del rifugio vediamo solo la bandiera (m. 1480).
Ora saliamo a vista tra l'erba inizialmente in modo abbastanza ripido e poi con minore pendenza.
Passiamo accanto ad una grande vasca abbeveratoio in cemento e arriviamo al rifugio.
Da Samaino (inizio strada a.s.p.): Tempo impiegato ore 3.20 - Dislivello: m. 1100
Da Piazzucco (fine strada a.s.p.): Tempo impiegato ore 0.50 - Dislivello: m. 330
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