Bivacco Maga - Palazzi
Come arrivare · Comunità Montana della Valle Brembana, Lombardia · 2005 m · rifugio
Scheda rifugio su MyBlaze
Informazioni pratiche
Tipologia
rifugio
Quota
2005 m
Regione
Lombardia
Comune
Comunità Montana della Valle Brembana
Meteo
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Come arrivare al Bivacco Maga - Palazzi
Il Rifugio Palazzi situato nella depressione tra il Chignol D'Aral (m. 2230) con la Croce di Zorzone a ovest e la cima del Monte Menna (m. 2300) a
nordest.
Il rifugio solitamente chiuso mentre sempre aperto il Bivacco M.A.G.A. (= Menna, Arera, Grem, Alben) ricavato in un locale al piano superiore. Il
bivacco, poco accogliente, dispone solo di: camino e legna da ardere, cinque brande (ma solo tre materassi e nessuna coperta), due grosse bobine di
legno rovesciate per formare dei tavolini e due rudimentali panche ottenute appoggiando delle assi su delle pietre.
Primo itinerario: da Zorzone (sentiero 234 diretto)
Localit di partenza della nostra escursione Zorzone, frazione di Oltre il Colle, raggiungibile dalla Val Brembana con la provinciale 27 che sale da
Serina o dalla Val Seriana con la provinciale 46 che da Ponte Nossa sale al Passo Zambla per poi scendere con la provinciale 27 fino a Oltre il Colle.
A Oltre il Colle, al km 37 della SP 27, prendiamo la strada accanto al distributore IP dove un cartello indica Zorzone.
Scendiamo fino al ponte sul Torrente Parina (m. 850). Poi risaliamo l'altro versante della valle e percorrendo Via Scolari, Via Santi, Via Gasparelli
e Via Giorgi, raggiungiamo un ampio parcheggio dove lasciamo la macchina (m. 1020).
Ci incamminiamo e dopo un tornante verso destra, in leggera salita raggiungiamo il monumento ai caduti.
Passiamo accanto ad un cartello che indica a destra: Passo del Branchino a ore 3 con il sentiero 231; a sinistra: Bivacco Maga a ore 2 con il sentiero
234 e la Cima Menna a ore 0.30 dal bivacco. Un altro cartello indica a sinistra: Rifugio G. Palazzi - Maga - Monte Menna - Malga Alpe Arale - Mattuida.
Andiamo dunque a sinistra con Via Piani Bracca, una strada asfaltata in leggera salita all'inizio della quale un altro cartello indica il Bivacco Maga
e il Monte Menna.
Percorriamo un tornante destrorso all'esterno del quale ci sono dei garages (m. 1040).
Dopo il successivo, alla destra c' una rete parasassi.
Il prossimo tornante preceduto da una stradina che si stacca sulla sinistra. La ignoriamo e proseguiamo passando accanto ad una villa mentre la
strada diventa Via Monte Menna.
Prima di raggiungere un bosco, lasciamo la strada per prendere il sentiero 234 che sale a sinistra. Su un muro alcuni segnavia indicano il sentiero
per il Menna e il Bivacco M.A.G.A. (m. 1060).
Il sentiero si avvia tra alcuni alberi e il muro. Lasciamo a destra due cassottelli e un cancelletto e superiamo due gradini di ferro.
Alla sinistra troviamo una casa recintata e con un gallo di porcellana sul tetto.
Poi giriamo a destra nei pressi di un altro cencelletto. In questo punto un sentiero arriva dalla sinistra (m. 1080).
Iniziamo a salire in modo abbastanza ripido tra il bosco e una recinzione. Superiamo due gradini di legno e poi altri di cemento.
Giunti in cima alla salita, giriamo a sinistra passando accanto ad un muretto a secco con dipinto il segnavia 234 (m. 1095).
Dopo un tratto quasi in piano riprendiamo a salire e lasciamo a sinistra un sentiero che conduce ad una vecchia stalla.
Proseguiamo alternando tratti in leggera salita ad altri con maggiore pendenza. In basso a sinistra tra gli alberi scorgiamo una casa (m. 1235).
Poi in salita, ad un bivio andiamo a destra seguendo il segnavia 234 (m. 1250).
Pi avanti ci immettiamo su una sterrata (m. 1160). Una freccia indica a chi scende che in questo punto deve girare a destra per prendere il sentiero.
Andiamo a sinistra in leggera salita. Di tanto in tanto troviamo una canalina per lo scolo dell'acqua che attraversa la stradina.
Pi avanti raggiungiamo un tornante destrorso accanto ad un canalone pietroso che sembra l'ampio letto di un torrente in secca (m. 1200). Una stradina
chiusa da una catena prosegue attraversandolo. Qui il percorso 234 si divide. Alcuni segnavia indicano, con un sentiero che sale alla destra del
canale, il percorso diretto (ore 1.45); mentre, continuando con la sterrata, il sentiero panoramico (ore 2).
Proseguiamo con il sentiero diretto che risale, sovente in modo ripido, la Val Carnera. Pi sotto trovi la descrizione del sentiero panoramico.
Saliamo attorniati da pochi alberi solo alla destra.
Raggiungiamo delle rocce cariate con alcune aperture che formano delle grotte. In una di queste c' un quadretto raffigurante una madonna (m. 1210).
Percorriamo un tratto abbastanza ripido poi, con minore pendenza passiamo accanto ad altre cavit situate un poco pi in alto rispetto al sentiero.
Alla sinistra scorre il cavo di una teleferica.
Ora alla destra ci sono gli alberi (m. 1270). Pi avanti rientriamo nel bosco.
Successivamente, con pochi passi in discesa, scendiamo nel canalone e lo attraversiamo in piano, allo scoperto (m. 1290).
Rientrati nel bosco, iniziamo una lunga salita a zig-zag alternando tratti pi o meno ripidi. Di tanto in tanto vediamo qualche bollo rosso bianco
rosso.
Poi la pendenza diminuisce e percorriamo anche un tratto quasi in piano (m. 1365).
Superiamo una vecchia frana con grosse pietre su alcune delle quali vediamo delle scritte ormai illeggibili (m. 1375).
Riprendiamo a salire in modo abbastanza ripido a zig-zag.
Usciamo dal bosco e proseguiamo tra i prati mentre gli alberi sono un po' lontano dal sentiero (m. 1400).
Poi la pendenza diminuisce e percorriamo anche pochi passi in piano attraversando un gruppo di alberi (m. 1445).
Riprendiamo a salire a zig-zag tra l'erba passando accanto ad un picchetto con i segnavia bianco rossi (m. 1455).
In alto vediamo la Cascina Mattuida alla destra della quale c' un grande faggio secolare.
Con un sentierino nel prato saliamo abbastanza ripidamente, poi passiamo sopra le radici affioranti del faggio e la raggiungiamo.
Il primo edificio della cascina un baitello aperto che contiene una branda e un materasso.
Saliamo alcuni rudimentali gradini e arriviamo di fronte all'edificio principale davanti al quale c' una panca. Alla sinistra c' una lunga
costruzione con veranda. Dalla destra arriva e finisce qui la sterrata (m. 1470).
Salendo otto gradini tra i due edifici principali riprendiamo il cammino con un sentierino che sale ripido nei prati con vari zig-zag.
Poi la pendenza diminuisce. Lasciamo a destra un rudere (m. 1515) e raggiungiamo un masso sul quale una freccia rossa invita a proseguire diritto.
Superiamo un gruppo di alberi (m. 1530).
In basso a destra vediamo la sterrata.
Riprendiamo a salire e raggiungiamo un altro boschetto.
In leggera salita passiamo accanto ad una pozza, rinforzata da un muretto a secco, che lasciamo alla sinistra (m. 1555).
La pendenza aumenta poi usciamo dal bosco e proseguiamo in leggera salita.
Attraversato un canalino roccioso (m. 1575), riprendiamo a salire ripidamente a zig-zag.
Poi la pendenza diminuisce e passiamo accanto ad un altro picchetto con i segnavia (m. 1595).
Alla destra, oltre il canalone, vediamo un barech.
Attraversiamo una zona di sfasciumi (m. 1615) e torniamo a salire a zig-zag in modo abbastanza ripido.
In discesa percorriamo un tratto un po' esposto che precipita alla destra verso il canalone sottostante (m. 1640). Un sentiero ancor meno invitante,
si stacca verso destra, segue parallelo un poco pi in basso e poi rientra.
Attraversiamo un canalino pietroso poi torniamo a salire con poca pendenza.
Raggiungiamo il bivio dove dalla destra arriva il sentiero panoramico pi sotto descritto (m. 1650).
Continuiamo con un ripido zig-zag circondati solo dai prati.
Percorriamo poi un tratto in leggera salita con il quale ci portiamo in cima ad un contrafforte (m. 1685) dove pieghiamo a destra e saliamo alternando
tratti diretti ad altri con serpentine sempre in ripida ascesa tenendoci alla destra del crinale.
Raggiungiamo nuovamente i due cavi (m. 1750) e per un po' li seguiamo camminandoci sotto.
Percorriamo un tornante sinistrorso e un breve tratto con poca pendenza.
Dopo il successivo tornante riprendiamo a salire a zig-zag ripidamente camminando su pietre e sfasciumi.
Passiamo accanto ad un picchetto con un segnavia bianco-rosso (m. 1780).
Troviamo un cartello che ricorda di prestare attenzione ai carichi sospesi (m. 1795).
La pendenza diminuisce un poco mentre ci spostiamo alla destra dei due cavi.
Attraversiamo un canalino (m. 1830) e poi riprendiamo a salire ripidamente a zig-zag.
Percorriamo un tornantino sinistrorso mentre sulla destra c' il canale pieno di massi (m. 1895). Qui cominciamo a vedere il rifugio.
Poi, con minore pendenza, percorriamo un traverso a sinistra.
In leggera salita superiamo una zona dove camminiamo su pietrisco; frattanto il rifugio sparito alla vista (m. 1920).
Riprendiamo a salire in modo abbastanza ripido, passiamo accanto ad un altro picchetto con i segnavia e torniamo a vedere il rifugio (m. 1935).
Attraversiamo un punto quasi pianeggiante a valle del rifugio (m. 1975).
Infine con un sentierino tra l'erba superiamo l'ultimo ripido tratto.
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