Bivacco Marino Bassi
Come arrivare · Comunità montana della valle Camonica, Lombardia · 1957 m · rifugio
Scheda rifugio su MyBlaze
Informazioni pratiche
Tipologia
rifugio
Quota
1957 m
Posti letto
12
Regione
Lombardia
Comune
Comunità montana della valle Camonica
Meteo
Caricamento previsioni…
Dati meteo da Open-Meteo
Contatti
Telefono
Come arrivare al Bivacco Marino Bassi
Il Bivacco Marino Bassi situato in Alta Val di Fr, all'incirca a met della lunga traversata Montecampione-Maniva.
Si tratta di una recente costruzione in pietra, inaugurata nel 2005 e in gestione ai Lupi di San Glisente dall ERSAF dall'anno 2006.
Il bivacco dispone di: stufa economica, fornello con bombola, lavandino, stoviglie, alcuni armadietti, tre tavoli con panche e sgabelli, cassetta per le offerte.
Una porta sulla sinistra conduce nel locale dormitorio dove ci sono quattro posti a castello e un tavolato; un altro tavolato situato nel sottotetto
raggiungibile con una scala a pioli. Nel complesso abbiamo visto una diecina di materassi e alcune coperte. Illuminazione con pannello fotovoltaico.
All'esterno ci sono un baitello con il deposito della legna e il gabinetto, un tavolone con panche, un barbecue, e un altare situato accanto all'asta dalla bandiera.
Primo itinerario: da Plan di Montecampione
Percorrendo la statale 42 della Valle Camonica, al km. 68.7 giriamo a destra seguendo le indicazioni per Montecampione e Plan di Montecampione.
Ad un passaggio a livello andiamo a destra e subito dopo a sinistra per prendere la strada che con 14 tornanti, passando per Solato e Vissone, porta a Montecampione.
Qua giunti, proseguiamo fino a Plan di Montecampione dove la strada termina nel parcheggio davanti al grande Residence Le Baite (m. 1745).
Alcuni segnavia indicano alla destra del residence: Foreste di Lombardia Val Grigna a ore 1.10, Centro Faunistico Rosello a ore 1.20, Bivacco M. Bassi
a ore 2.45, Sentiero delle 3 Valli Maniva (via normale) a ore 5, Passo del Muffetto a ore 0.15, Maniva (via alta) EE a ore 7.30, Croce di Marone a ore
5.30; dietro al residence: Rifugio Monte Cimosco a 800 metri.
Lasciata la macchina, attraversando uno slargo in piano, ci incamminiamo verso una seggiovia quadriposto.
Prendiamo poi una stradina, parzialmente asfaltata, all'inizio della quale due segnali stradali indicano il divieto di transito ai mezzi non
autorizzati e il limite di peso in 5 tonnellate.
In salita, seguiamo la seggiovia. In basso a sinistra vediamo un campo da tennis. Alla destra ci accompagna il versante nord del M. Muffetto.
Poi ci spostiamo un poco alla destra camminando, in leggera salita, tra la seggiovia e una rete protettiva per gli sciatori (m. 1770).
La pendenza aumenta un poco. L'asfalto non in buone condizioni.
Lasciamo a sinistra una gobbetta. Continuiamo con poca pendenza. Attorno ci sono vari cannoni per l'innevamento artificiale delle piste (m. 1795).
Pi avanti la seggiovia termina la sua corsa (m. 1835). Percorriamo un tratto pianeggiante e arriviamo ad un bivio. Possiamo seguire la strada che
gira a sinistra e sale con alcuni tornanti oppure proseguire diritto su sterrato come indicato da alcune frecce gialle (probabilmente in caso di neve questa una pista da sci).
Seguendo la strada troviamo un bivio dove ignoriamo la deviazione a sinistra per il Rifugio Monte Cimosco.
Successivamente la strada e la pista si sfiorano (m. 1870); la prima prosegue con delle curve su fondo acciottolato mentre la seconda prosegue diritto.
Infine la sterrata-pista si immette sulla strada che ora asfaltata (m. 1885). Attorno notiamo vari bolli di colore bianco azzurro e bianco rosso. Volgendo
lo sguardo dietro di noi possiamo vedere oltre al residence anche due pozze.
Raggiungiamo un passo (m. 1900). Una palina reca alcuni segnavia della 3V che indicano davanti: Stanga del Bassinale a ore 0.15, Malga Rosello di
Sopra a ore 1, Maniva a ore 5; dietro: Passo del Muffetto a ore 0.30, Colma di Marucolo a ore 1.15, Croce di Marone a ore 5.50. Alla sinistra, accanto
ad una cabina ENEL, un vecchio segnavia indica: ANA Gianico con il sentiero n. 4 a ore 0.25.
Andiamo diritto con una discesa poco accentuata. La strada ora sterrata. Alla sinistra c' una conca prativa; in basso vediamo una pozza e, in lontananza, una malga.
Un cartello indica che stiamo percorrendo la variante bassa del sentiero 3V. Di tanto in tanto troviamo una canalina per lo solo dell'acqua che attraversa la strada.
Ora camminiamo quasi in piano fino ad arrivare accanto alla pozza poi riprendiamo a scendere con poca pendenza (m. 1880). Ci troviamo sempre sul lato destra della vallata.
La pendenza aumenta un poco. Alla destra vediamo una croce a memoria di una persona deceduta (m. 1855).
Torniamo a camminare in piano. In basso a sinistra vediamo una grande vasca di ferro per abbeverare gli animali.
Poi, in leggera discesa, raggiungiamo la stalla della malga sulla quale leggiamo le scritte AST e 3VB (m. 1830).
Poco pi avanti sulla sinistra ci sono le due baite di Rondeneto (m. 1821).
Continuiamo sempre in leggera discesa e troviamo dei segnavia che indicano diritto: Foresta di Lombardia Val Grigna a ore 0.25, Centro Faunistico
Rosello a ore 0.35, Bivacco M. Bassi a ore 2. Un altro cartello indica a sinistra il Lago Rondeneto. Alla destra c' un baitello recintato.
Proseguiamo quasi in piano.
Percorriamo un tratto un po' incassato nel terreno circostante. Alla sinistra c' una pozza ghiacciata (m. 1810).
Proseguiamo in discesa, dapprima su asfalto e poi ancora su sterrato.
Poi la pendenza diminuisce e percorriamo una curva a destra.
Poco dopo, passando accanto ad un casello dell'acquedotto, la strada gira a sinistra bagnata da un torrente che scende da una gola alla destra (m. 1790).
Subito dopo alla sinistra una staccionata di legno protegge dallo scosceso pendio.
Proseguiamo quasi in piano e poi in leggera discesa tra conifere e arbusti.
Continuiamo poi tra radi larici con percorso ancora quasi pianeggiante.
Superiamo due curve ravvicinate sinistra-destra.
Alla sinistra vediamo un baitello interrato e, nei prati, una vasca abbeveratoio in cemento.
Subito dopo arriviamo ad un bivio (m. 1770). Un cartello informa che siamo alla "Corna dei Soldi m. 1750". Dei segnavia indicano diritto: Centro
Faunistico Rosello a ore 0.10, Bivacco M. Bassi a ore 1.45, Nicchia San Glisente a ore 2. Un pannello a cura della ERSAF avverte che stiamo entrando nella Foresta Val Grigna.
Superiamo una stanga che troviamo aperta e ci addentriamo in un lariceto.
Alterniamo alcuni tratti quasi in piano ad altri in lieve discesa e notiamo un larice cresciuto con una strana forma a zig-zag.
Terminato il bosco, proseguiamo tra prati e qualche larice. Alla sinistra, un po' in dentro, c' un cassottello.
Dopo una curva a sinistra la stradina diventa selciata (m. 1735). Superiamo poi un tornante destrorso.
Troviamo la successiva curva a sinistra coperta da ghiaccio e pertanto la evitiamo tagliando tra l'erba nei prati.
Passiamo accanto a due grandi pali di legno che reggono due assi; quello pi in alto ricurvo e vi leggiamo: "Provincia di Brescia. Assessorato
caccia e pesca. Centro di formazione faunistica Alpe Rosello"; sull'altro: "Regione Lombardia. Ente regionale servizi agricoltura foreste".
Poco dopo raggiungiamo la Malga Rosello di Sopra (m. 1705). Sulla destra ci sono due edifici recintati da una unica palizzata. Accanto stato
collocato un grande cartello con foto e caratteristiche delle specie ornitiche presenti nell'area della Foresta Demaniale Val Grigna: sparviere,
francolino di monte, fagiano di monte, beccaccia, gufo comune, civetta capogrosso, torcicollo, picchio nero, picchio rosso maggiore, prispolone,
scricciolo, passera scopaiola, pettirosso, codirosso spazzacamino, codirosso, culbianco, merlo del collare, tordo bottaccio, tordela, bigiarella,
beccafico, capinera, lu piccolo, lu grosso, regolo, balia nera, cincia bigia alpestre, cincia del ciuffo, cincia mora, rampichino alpestre, averla
piccola, ghiandaia, nocciolaia, fringuello, peppola, lucarino, crociere, ortolano.
I segnavia indicano verso destra: Malga Rosellino a ore 1, Bivacco M. Bassi a ore 1.35, Nicchia di S. Glisente a ore 1.50. Lasciamo pertanto la
stradina che continua diritto in discesa e prendiamo un sentiero quasi in piano sulla destra.
Di tanto in tanto troviamo delle piccole frecce gialle che indicano la direzione di marcia.
Scavalchiamo un piccolo ruscello e proseguiamo in leggera salita (m. 1705). Alla destra c' un'area recintata.
Alternando tratti quasi in piano ad altri in leggera salita percorriamo alcune curve tra radi larici.
Guadiamo un ruscello e ne scavalchiamo un altro pi piccolo.
Con bella vista panoramica, camminiamo a mezza costa, sul lato destro della valle.
Percorriamo un breve tratto in leggera salita, rinforzato con un tronco raso terra, mentre superiamo il letto di un torrente in secca che scende dalla destra.
Proseguiamo quasi in piano seppur con lievi saliscendi (m. 1715).
Dopo un breve tratto in discesa (m. 1705), riprendiamo a salire. Il sentiero si divide solo per aggirare un larice.
Sulla destra troviamo una pozza ghiacciata accanto alla quale un cartellone parla dei tetraonidi (m. 1730).
Continuiamo quasi in piano. Alla destra troviamo dapprima un prato e poi un grande masso.
Poi alla sinistra vediamo un altro cartello che parla dei piciformi.
Dopo alcuni lievi saliscendi torniamo a salire (m. 1740).
Alterniamo poi due tratti quasi in piano ad altrettanti in salita.
Il sentiero si divide e andiamo a destra seguendo una freccia.
Quasi in piano arriviamo ad un bivio (m. 1750) dove troviamo una palina con dei segnavia che indicano verso destra: Malga Rosellino a ore 0.40,
Bivacco M. Bassi a ore 1.05, Nicchia di S. Glisente a ore 1.20. Ci sono anche delle frecce gialle e altre blu che indicano il sentiero alla destra.
Saliamo in modo abbastanza ripido agevolati da alcuni rudimentali gradini.
Poi percorriamo pochi passi quasi in piano e riprendiamo a salire (m. 1765).
Ad un bivio, seguendo le frecce, andiamo a sinistra. Il sentiero diventa subito pianeggiante.
Superiamo una curva a destra.
Pi avanti, percorriamo un tratto in discesa seguito da un altro quasi in piano (m. 1760).
Con due gradini di legno ricominciamo a salire. Il sentiero ora pietroso; attorno ci sono sempre dei larici.
Alla sinistra vediamo una piccola croce di legno (m. 1770).
Superiamo una radura (m. 1780).
Percorriamo alcune semicurve tra radi larici e saliamo alcuni rudimentali gradini di legno.
Quasi in piano attraversiamo un prato (m. 1800).
Poi, in leggera salita, lasciamo a sinistra un altro cartello che parla dei miglioramenti ambientali nelle conche di Rosello e Roselletto.
Con pochi gradini torniamo a salire poi, con minore pendenza, attraversiamo una radura.
Dopo pochi passi in discesa, quasi in piano raggiungiamo un torrente e lo guadiamo (m. 1830).
Riprendiamo a salire tra erba, pietre e qualche larice. Il sentiero in questo punto una lastra di pietra.
Lasciamo a sinistra un ometto ed entriamo nei prati.
Giunti davanti ad un piccolo ruscello, il sentiero piega a destra (m. 1845).
Saliamo con alcuni zig-zag tra l'erba, seguendo bolli e frecce gialle. Dapprima il sentiero si mantiene alla destra dei prati e poi si porta al centro.
Raggiungiamo la Malga Rosellino (m. 1876). Anche sulla baita stato collocato un cartellone; questo parla della coturnice e del camoscio. I segnavia
indicano verso sinistra: Bivacco M. Bassi a ore 0.35, Nicchia di S. Glisente a ore 0.50, Val Gabbia.
Proseguiamo quasi in piano e pi avanti troviamo un picchetto la cui parte sommitale dipinta di bianco e rosso
Ad un bivio prendiamo il ramo di sinistra, pi agevole, e saliamo con alcuni corti tornanti fino ad un varco tra due rocce (m. 1885). Qui il bivacco,
gi visibile, segnalato a ore 0.25 e la nicchia a ore 0.40.
Scendiamo un poco tra i larici.
Dopo un tratto in piano (m. 1880) riprendiamo a salire dapprima con poca pendenza tra prati, rododendri e alcuni larici. Poi la pendenza aumenta.
Nuovamente in piano, percorriamo una ampia curva a sinistra (m. 1890).
Alcune lastre di ghiaccio ci costringono a camminare fuori dal sentiero.
Guadiamo un torrente e torniamo a salire.
Superiamo due tornanti, destra-sinistra, poi continuiamo a mezza costa con minore pendenza.
Risaliamo un piccolo masso senza fatica, in quanto agevolati da alcune tacche che consentono l'appoggio degli scarponi (m. 1915).
Subito dopo alla sinistra c' un paletto.
Con un ultimo tornante verso destra raggiungiamo dapprima la legnaia e poi il bivacco.
Link utili
Rifugi vicini
Nel catalogo MyBlaze, ordinati per distanza.
- Come arrivare al Bivacco Fop di Cadì
- Come arrivare al Rifugio Elena Tironi
- Come arrivare al Bivacco Baita Prada
- Come arrivare al Bivacco San Glisente
- Come arrivare al Remedio Mario
- Come arrivare al Bivacco Baita del Giàol
- Come arrivare al Grazzini Giovanni
- Come arrivare al Rifugio Alpini Monte Cimosco