Rifugio Alberto Grassi

Come arrivare · Valtorta, Lombardia · 1987 m · rifugio alpino

Scheda rifugio su MyBlaze

Informazioni pratiche

Tipologia
rifugio alpino
Quota
1987 m
Posti letto
40
Regione
Lombardia
Localita
Passo Di Camisolo
Comune
Valtorta
Itinerari
17/12/2005 LC, Introbio D+ 1000 m MR Varie

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Come arrivare al Rifugio Alberto Grassi

Il Rifugio Grassi sorge in una conca erbosa a breve distanza dal Passo del Camisolo dove inizia la lunga cresta ovest del Pizzo dei Tre Signori (m. 2555). Primo itinerario: da Barzio con l'ovovia + sentiero Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina. Giunti alla rotonda di Ballabio, all'uscita dell'ultima galleria, continuiamo diritto con la provinciale 62 che percorre il fondovalle. Al Colle del Balisio troviamo una prima deviazione a destra per Barzio. Conviene comunque proseguire per un altro paio di chilometri fino a trovare la seconda deviazione con la quale raggiungiamo il paese. Prendiamo poi a sinistra Via Milano e proseguiamo fino a una rotonda dove giriamo a sinistra. Da questo punto sufficiente seguire i cartelli con il fondo marrone che indicano la funivia. Passando per Via Bergamini, Via Arola, Via Todeschini e Via S. Eustacchio raggiungiamo il vasto parcheggio che precede la stazione a valle dell'impianto di risalita (m. 810). Prendiamo l'ovovia che sale ai Piani di Bobbio (m. 1640), risparmiandoci la fatica di 830 metri di dislivello. Ricordo per che l'impianto in funzione solo d'estate e d'inverno e che dovremo essere di ritorno per le 17.30. Il costo del biglietto di sola andata di 8 euro, A/R 13 euro, parcheggio 4 euro. Dalla stazione a monte seguiamo l'ampia pista in direzione est, in leggera salita, passando tra alcuni edifici (bar e noleggio sci). Il fondo in cemento. Alla destra c' una statua raffigurante Paolo VI. Alcuni segnavia indicano: Anello dei Campelli, Bocchetta dei Mughi ore 1.30, Rifugio Lecco ore 0.45; Sentiero degli Stradini n. 30 per Artavaggio ore 1.45; sentiero n. 36 per il Passo del Toro e il Rifugio Grassi. Poco dopo troviamo un tabellone con tettuccio in legno che segnala il Rifugio Sora . Lasciamo a destra la stradina che sale al Rifugio Ratti , ben visibile pi in alto. Continuiamo in lievissima discesa e troviamo una seconda stradina che si stacca alla destra. Un cartello indica in quella direzione il Rifugio Sora . Proseguiamo diritto in leggera salita. Nei prati alla destra vediamo dei cannoni spara neve. Percorriamo una curva verso destra attorniati da prati e da qualche albero (m. 1665). Alla sinistra vediamo la casa del Centro Fondo, un baitello e la Baita del Servizio Alpino e Speleologico Lombardo (m. 1675). Poco dopo raggiungiamo un incrocio (m. 1680). Un segnavia indica diritto la Falesia dell'Era Glaciale. Prendiamo la sterrata alla sinistra che quasi in piano si dirige verso Valtorta. Alla sinistra c' un'area giochi. Proseguiamo in leggera discesa attorniati dai prati. Davanti vediamo lo Zucco del Corvo che dovremo risalire. Superiamo una semicurva verso sinistra (m. 1675). Continuiamo quasi in piano. Nel prato alla destra, in posizione leggermente sopraelevata rispetto alla strada, c' una piccola croce su un masso. Presso una curva verso destra, un sentiero si stacca a sinistra accanto a un cartellone che parla del Sentiero delle Orobie Occidentali. Alcuni segnavia indicano a sinistra con il sentiero 101: Passo Gandazzo a ore 0.50, Rifugio Buzzoni a ore 1.10, Rifugio Grassi a ore 2.40; a destra con il sentiero 101: Bocchetta Corna Grande a ore 0.45, Rifugio Cazzaniga a ore 2. Prendiamo il sentiero nel prato alla sinistra (m. 1670). [In alternativa potremmo continuare in discesa con la sterrata, girare a sinistra pi avanti e in salita tornare sull'altro percorso.] Camminiamo con poca pendenza. Di tanto in tanto troviamo un bollo bianco-rosso o un paletto sulla cui sommit stata dipinta una bandierine di colore rosso-bianco-rosso. Percorriamo un breve tratto quasi in piano e uno in leggera discesa. Quasi in piano superiamo una semicurva verso sinistra (m. 1675). Continuiamo con poca pendenza. Il sentiero si divide solo per aggirare una pietra con un bollo bianco-rosso situata nel mezzo del sentiero (m. 1680). Su di un'altra pietra vediamo il segnavia 101 a bandierina. Proseguiamo quasi in piano. Poco sopra, alla sinistra, vediamo un skilift parallelo al nostro sentiero. Continuiamo in leggera salita. Dopo alcuni passi in discesa verso destra, ci immettiamo su di una stradina e la seguiamo verso sinistra in leggera salita. Poco dopo raggiungiamo una palina con dei segnavia che indicano, davanti: Passo Gandazzo, Rifugio Buzzoni , Passo del Toro, Rifugio Grassi; dietro: Piani di Bobbio -Funivia- a ore 0.20, Rifugio Lecco a ore 0.40, Piani d'Artavaggio a ore 2.30. Continuiamo diritto in leggera discesa e passiamo sotto ai cavi di uno skilift. Con una curva verso sinistra entriamo nel bosco e proseguiamo quasi in piano (m. 1695). In leggera salita superiamo una curva verso sinistra. Continuiamo in discesa camminando su dei tronchetti di legno. Percorriamo un breve tratto in leggera salita, uno in discesa e uno quasi in piano (m. 1680). Usciamo dal bosco, superiamo due semicurve destra-sinistra e vi rientriamo. Percorriamo altre due coppie di semicurve destra-sinistra, la prima coppia in leggera discesa e la seconda quasi in piano (m. 1675). Superiamo un breve tratto in leggera salita seguito da un altro in leggera discesa. Quasi in piano percorriamo una curva verso sinistra. Continuiamo dapprima in leggera discesa e poi quasi in piano (m. 1670). Superiamo tre breve tratti, uno in leggera salita, uno in leggera discesa e uno quasi in piano. Usciamo dal bosco e ci troviamo in un prato (m. 1670). Davanti vediamo lo Zucco del Corvo e il Pizzo dei Tre Signori. Subito percorriamo un tornante sinistrorso in leggera discesa. Vediamo il segnavia 101 su di un albero e rientriamo nel bosco. Percorriamo un'ampia curva verso destra seguita quasi in piano da un'ampia curva verso sinistra (m. 1660). Continuiamo con poca pendenza. Usciamo dal bosco. Proseguiamo in leggera discesa superando una curva verso destra molto ampia attorniati da prati (m. 1660). A met di questa curva troviamo una palina con dei segnavia che indicano: Passo del Cedrino; davanti: Rifugio Buzzoni , Passo del Toro, Rifugio Grassi. Alla destra scende una pista da sci ai margini della quale ci sono dei cannoni sparaneve. Nei prati, pi sopra alla sinistra, c' una presa d'acqua. Continuiamo quasi in piano alternando due tratti tra gli alberi ad uno allo scoperto e superiamo due tratti in leggera salita separati da uno pi breve in leggera discesa. Proseguiamo quasi in piano con il bosco solo alla sinistra (m. 1665). Rientriamo nel bosco e percorriamo alcuni saliscendi alternando tra loro: tre tratti in leggera salita, quattro tratti in leggera discesa e quattro tratti quasi in piano. Con il bosco solo alla sinistra percorriamo un tratto in leggera salita, uno in discesa, uno quasi in piano e uno in leggera salita. Quasi in piano torniamo nel bosco. Proseguiamo in leggera discesa. Dopo una semicurva verso sinistra continuiamo quasi in piano. In leggera discesa superiamo due semicurve destra-sinistra. Proseguiamo in leggera salita. Ai lati del sentiero ci sono le pietre di una vecchia frana. In basso alla destra vediamo il Rifugio Trifoglio e il suo grande parcheggio. Quasi in piano rientriamo nel bosco. In leggera discesa superiamo alcune semicurve. Percorriamo un tratto in leggera salita seguito da uno breve in discesa, uno breve quasi in piano e uno in salita. Continuiamo con altri saliscendi alternando tra loro: quattro tratti in leggera salita, quattro tratti in leggera discesa e, due tratti quasi in piano. In basso alla destra c' un'altra vecchia frana mentre in lontananza vediamo una casa e una pozza (m. 1670). Tra gli alberi del bosco percorriamo un tratto in leggera salita seguito da uno in leggera discesa. Raggiungiamo il passo del Gandasso (m. 1660) dove usciamo definitivamente allo scoperto. I segnavia indicano: Passo del Gandazzo 1651 m; - diritto con il sentiero 101: Passo del Toro a ore 0.45, Rifugio Grassi a ore 2, Rifugio Benigni a ore 5.30; - a sinistra: Rifugio Buzzoni a ore 0.10, Barzio Funivia a ore 1.40; - a destra con il sentiero 104B: Baite di Ceresola a ore 0.50, Valtorta a ore 1.40; - dietro con il sentiero 101/DOL: Passo del Cedrino a ore 0.15, Piani di Bobbio a ore 0.45, Rifugio Lecco a ore 1. Continuiamo diritto dapprima con poca pendenza e poi in salita. Cominciamo a risalire la dorsale meridionale dello Zucco del Corvo. Il sentiero si divide in pi tracce attorniate dall'erba. Alla sinistra vediamo la Grigna sulle cui pendici riusciamo a distinguere la bianca chiesetta di San Calimero. Dopo una curva verso destra la pendenza diventa abbastanza ripida (m. 1690). Riunitesi le varie tracce, percorriamo un tornante sinistrorso (m. 1705). Il sentiero coperto da pietrisco. Dopo un tornante destrorso iniziamo a percorrere un tratto di sentiero incassato nel terreno circostante (m. 1710). Superiamo un tornante sinistrorso (m. 1715). La pendenza diminuisce un poco. In questo tratto sembra di camminare nel letto di un ruscelletto in secca. Il sentiero si divide in due tracce. Quella pi alta alla sinistra la pi agevole. Poco dopo si ricompone (m. 1735). Superiamo una curva verso sinistra (m. 1750). Alcuni passi pi avanti, con un tornante destrorso, ci immettiamo su di un altro sentiero che arriva dalla sinistra e proseguiamo verso destra in modo abbastanza ripido. Il sentiero si divide e si ricompone. Vediamo il segnavia 101 a bandierina (m. 1755). Poco dopo il sentiero nuovamente si divide e si ricompone. Qui alla sinistra precipita un ripido pendio, comunque il sentiero largo e si pu procedere senza pericolo (m. 1765). Il sentiero si scompone in pi tracce (m. 1775). Poco dopo si ricompone presso una semicurva verso destra e prosegue in modo abbastanza ripido (m. 1780). In basso alla destra vediamo il Rifugio Trifoglio e la stazione di partenza della seggiovia. Percorriamo un tornante sinistrorso (m. 1790). Ora il sentiero alterna tratti su fondo roccioso ad altri su pietrisco. Il segnavia 101 a bandierina e una freccia invitano a proseguire. Superiamo altri due tornanti destra (m. 1795) e sinistra (m. 1805). Presso una curva verso destra rientra una scorciatoia uscita al precedente tornante (m. 1815). Saliamo ripidamente, su fondo roccioso, con alcuni rudimentali gradini. Possiamo anche aggirare alla destra questo tratto in modo pi agevole su sentiero (m. 1820). Saliamo un ripidissimo tratto su roccia (m. 1830). Dopo una diecina di metri la pendenza diminuisce. Poco pi avanti riprendiamo il sentiero e proseguiamo con poca pendenza (m. 1840). Saliamo un gradino di legno (m. 1845). Dopo alcuni passi, ad una biforcazione, conviene proseguire verso sinistra. Superiamo una semicurva verso destra, torniamo a salire e ritroviamo l'altro sentiero. Su di una pietra vediamo un bollo bianco-rosso e una freccia rossa (m. 1855). Superiamo una semicurva verso sinistra e continuiamo in modo abbastanza ripido. Percorriamo due tornanti sinistra-destra agevolati dalla presenza di intagli nella roccia (m. 1860). Continuiamo con poca pendenza su sentiero sterrato (m. 1865). Superiamo una semicurva verso destra e riprendiamo a salire (m. 1875). Il sentiero si divide e poco dopo si ricompone. Passiamo accanto a un cartello con la scritta: " Porta a casa i rifiuti. Grazie. " (m. 1880). Percorriamo una semicurva verso sinistra. In basso alla destra vediamo il Rifugio Trifoglio , la seggiovia e una pozza. Il sentiero si divide in due tracce parallele. Quella alla sinistra pi larga (m. 1895). Dopo un tornante sinistrorso saliamo in modo abbastanza ripido (m. 1910). In basso alla sinistra vediamo il Passo del Gandazzo; davanti verso sinistra: il Resegone, il Due Mani e le Grigne. Presso un tornante destrorso, una traccia sale e si innesta dalla sinistra (m. 1930). Superiamo due semicurve sinistra-destra vicine tra loro (m. 1940). Davanti vediamo il Pizzo dei Tre Signori. La pendenza diminuisce un poco e percorriamo una semicurva verso sinistra. Raggiungiamo una palina con segnavia (m. 1960) che indicano: Passo del Toro 1945 m; davanti con il sentiero 101: Rifugio Grassi a ore 1.15, Valle d'Inferno a ore 3, Rifugio Benigni a ore 4.30; dietro con il sentiero 101: Passo del Gandazzo a ore 0.30, Rifugio Buzzoni a ore 0.40, Piani di Bobbio a ore 1.15. Il tratto successivo esposto alla destra dove precipita una verticale parete. Il sentiero procede su di una cengia abbastanza larga e in alcuni punti assicurato da catene fissate alla roccia. In ogni caso va percorso con prudenza. Dopo un tratto quasi in piano, superiamo una semicurva verso sinistra in leggera discesa. Continuiamo in discesa su fondo roccioso. Quasi in piano percorriamo un tornante destrorso (m. 1955). Scendiamo ripidamente agevolati dalla presenza di qualche rudimentale gradino. Quasi in piano percorriamo un'ampia curva verso sinistra su sentiero sterrato (m. 1950). Continuiamo in discesa su fondo roccioso. Ora alla sinistra c' una catena passamano. Al termine della discesa, sulla parete rocciosa vediamo una freccia e la scritta Rifugio Grassi (m. 1945). Percorriamo un tratto in salita. La prima catena termina. Poco dopo inizia la seconda (m. 1950). Dopo il termine della seconda catena, quasi in piano percorriamo un breve passaggio sulla cresta larga almeno un metro ma con il precipizio da entrambi i lati. Proseguiamo in salita, su sentiero sterrato vicino al precipizio oppure su fondo roccioso un poco pi a sinistra. Con poca pendenza percorriamo un altro tratto sulla cresta, ora pi larga (m. 1960). Superato il Passo del Toro continuiamo in salita. Il sentiero si divide e si ricompone (m. 1970). Proseguiamo in modo abbastanza ripido attorniati dall'erba (m. 1975). Il sentiero si divide in pi tracce. Continuiamo con poca pendenza, a mezza costa, circondati da erba e cespugli (m. 2000). Dopo un tratto quasi in piano continuiamo in leggera discesa con il sentiero esposto alla destra. Proseguiamo in leggera salita (m. 2005). Saliamo tre gradini di pietra e continuiamo con poca pendenza. Dopo un breve ripido tratto nel quale aggiriamo alla sinistra una roccetta, continuiamo in ripida discesa agevolati da alcuni rudimentali gradini. Superiamo un tratto in leggera discesa, uno in leggera salita e uno quasi in piano (m. 2010). Percorriamo una curva verso sinistra in leggera discesa su fondo roccioso. Continuiamo con una curva verso destra su sentiero sterrato. Superiamo un breve tratto in salita su fondo roccioso seguito da un breve tratto quasi in piano su sentiero e da uno zig-zag sinistra-destra in salita (m. 2015). Dopo un tratto in leggera discesa su roccia continuiamo in salita su sentiero. Superiamo una curva verso sinistra e proseguiamo in leggera discesa (m. 2015). Continuiamo dapprima quasi in piano e poi in leggera salita attorniati dai prati. Il sentiero si divide in due tracce parallele. Nel prato alla sinistra vediamo una croce in ricordo di un sacerdote (m. 2020). In leggera discesa superiamo una curva verso sinistra. In alcuni punti il sentiero ancora diviso in due tracce. Quasi in piano percorriamo una curva verso destra molto ampia e vediamo i segnavia 101 e 36 (m. 2005). Con un tratto in discesa e uno in salita superiamo un tratto franato. Riprendiamo il sentiero dapprima quasi in piano (m. 1995) e poi in leggera salita. Alla destra, ai piedi del Pizzo dei Tre Signori, vediamo un alpeggio. Continuiamo quasi in piano con una bella veduta panoramica da entrambi i lati. Alla sinistra vediamo una cascina (m. 2000). Il sentiero si sposta alla sinistra del crinale. Troviamo delle piccole frane. Superiamo dei brevi tratti: in leggera salita, quasi in piano, in salita e ancora quasi in piano. Su di una pietra leggiamo: " S. Rita ". Poco sotto alla sinistra c' l'Alpe Foppabona. Davanti vediamo un grande cartello e in leggerissima discesa lo raggiungiamo (m. 1990). Il cartello parla dell'alpeggio. Ai suoi piedi c' il segnavia 27 in una bandierina di colore azzurro-bianco-azzurro. Alla loro destra c' una palina con dei segnavia che indicano: Bocchetta Foppabona m. 1985, sentiero 101 delle Orobie Occidentali; verso destra: Rifugio Grassi a ore 0.30, Pizzo Tre Signori a ore 2.30; dietro: Passo Gandazzo a ore 1, Piani di Bobbio a ore 2. Pieghiamo leggermente verso destra e proseguiamo in discesa. Ignoriamo una traccia che si stacca alla destra (m. 1980). Davanti cominciamo a vedere il Rifugio Grassi, ancora lontano. In leggera discesa percorriamo una curva verso sinistra (m. 1970). Continuiamo in discesa (m. 1965). Attraversiamo una vecchia colata di pietre, ora ben sistemate (m. 1955). Proseguiamo tra arbusti. Continuiamo con una discesa abbastanza ripida superando una curva verso destra (m. 1945). Percorriamo due curve sinistra-destra vicine tra loro (m. 1940) seguite da alcune serpentine: dx-sx-dx-sx. Un cartello avverte che, poco pi avanti, il sentiero franato. Prendiamo un nuovo sentiero che, con poca pendenza, sale alla sinistra (m. 1935). Dopo un tratto quasi in piano e uno in discesa abbastanza ripida, aggirata la frana, torniamo sul sentiero principale e proseguiamo quasi in piano (m. 1930). Su di un masso vediamo la sigla " R G ". Superiamo un breve tratto in leggera discesa. Percorriamo una curva verso sinistra e continuiamo con poca pendenza. Riprendiamo a salire (m. 1940). Percorriamo un tratto quasi in piano (m. 1945), uno in discesa, uno in leggera discesa e uno in leggera salita. Vediamo il segnavia 36. Dopo una semicurva verso sinistra continuiamo dapprima in leggera discesa e poi quasi in piano. Con poca pendenza percorriamo un'ampia semicurva verso destra. Vediamo il segnavia 101 e poco dopo anche il 36. In leggerissima discesa raggiungiamo un vecchio cartellone bianco-verde della Ersaf con la scritta: " Foreste di Lombardia - Foppabona " (m. 1940). Subito dopo riprendiamo a salire. Superiamo una semicurva verso destra (m. 1950) e una curva verso sinistra (m. 1965). Un quadretto ricorda una persona scomparsa. Proseguiamo attorniati dall'erba percorrendo due tratti quasi in piano separati da uno in leggera salita (m. 1975). Dopo una semicurva verso sinistra continuiamo con poca pendenza. Davanti vediamo il rifugio e in basso alla destra una baita. Proseguiamo quasi in piano tra le pietre. Riprendiamo il sentiero. Percorriamo un tratto in leggera discesa e uno in leggera salita (m. 1980). Continuiamo quasi in piano. Vediamo il segnavia 101 su di una pietra. Superiamo tre semicurve: dx-sx-dx. Vediamo il segnavia 36 su di una pietra. Proseguiamo in leggera discesa. Quasi in piano percorriamo un'ampia curva verso destra e, camminando su due assi, attraversiamo il letto di un ruscello che troviamo asciutto (m. 1975). Superiamo un tratto con poca pendenza e uno in salita. Raggiungiamo una palina con dei segnavia che indicano a sinistra: Miniera Valbona, Area mineraria -Il Palazzo- a ore 0.25; a destra: Lago di Sasso a ore 1.15, Miniera del Lago a ore 1.30, Rifugio S. Rita a ore 1.45; dietro: Passo del Toro a ore 1, Rif. Buzzoni a ore 1.20, Piani di Bobbio a ore 2.15, Alpe Foppabona a ore 0.05, Alpe Daggio a ore 1, Introbio a ore 2.45. Davanti ci sono i tavoli all'aperto. Alla destra c' il rifugio (m. 1987).

Descrizione

Il rifugio Grassi, o “La Grassi” – come è affettuosamente chiamata dai lecchesi – è un rifugio alpino raggiungibile solo a piedi e si trova a 2000 metri, alle pendici del Pizzo dei Tre Signori. E’ noto per la cucina, che utilizza prodotti freschi e formaggi locali, e anche per il clima familiare tipico dei rifugi lecchesi. La Grassi è aperta non solo d’estate ma anche d’inverno nei fine settimana. Posizionata su un balcone naturale permette di godere un ampio panorama sui monti della Val Brembana. Le albe invernali viste dal rifugio sono meravigliose, con colori dal blu scuro e poi viola, azzurro giallo e arancione, finchè non si alza il sole. Il rifugio è raggiungibile sia dalla Valsassina (da Introbio o da Barzio) che dalla Val Brembana (da Valtorta), e si trova su un antichissimo sentiero di comunicazione tra le due valli. L’alpeggio di Camisolo, su cui sorge il rifugio, ha una storia mineraria e di pastorizia molto antica, e la tradizione di alpeggio prosegue tuttora con la produzione del buonissimo Formai de Mut “Camisolo” ad opera dei “bergamini” Daniel e Cristina. Controllare sul sito www.rifugiograssi.it l’effettiva apertura e le condizioni dei sentieri di accesso.

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