Rifugio Ombrega

Come arrivare · Casargo, Lombardia · 1585 m · rifugio alpino

Scheda rifugio su MyBlaze

Informazioni pratiche

Tipologia
rifugio alpino
Quota
1585 m
Regione
Lombardia
Comune
Casargo

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Come arrivare al Rifugio Ombrega

Il Rifugio Ombrega situato presso l'omonimo alpeggio in alta Val Marcia con bella vista su Legnone, Legnoncino e Sasso Dirotto. Primo itinerario: dall'Alpe Paglio Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova SS 36 dir che sale in Valsassina. Giunti alla rotonda di Ballabio, all'uscita dell'ultima galleria, continuiamo diritto con la provinciale 62 che percorre il fondovalle fino a Taceno. Qui prendiamo a destra la provinciale 67 verso Premana. Superata Casargo, imbocchiamo sulla destra la strada che con tredici tornanti e alcune curve sale all'Alpe Paglio dove lasciamo l'auto nel grande parcheggio a pagamento (m. 1370). Le tariffe del parcheggio sono le seguenti: dalle ore 8 alle ore 20; tutti i giorni (feriali e festivi) dal 15/06 al 15/09 e dal 20/12 al 06/01, nei prefestivi e festivi dal 07/01 al 14/06 e dal 16/09 al 19/12; Euro 1 fino a 1 ora di sosta, Euro 4 tariffa giornaliera. Occorre digitare la targa al parcometro. Prendiamo una stradina asfaltata sulla destra (sud), all'inizio della quale un grande cartellone indica alcuni itinerari tra i quali: Pian delle Betulle, Lares Brusa e Pizzo dei Tre Signori. Ci incamminiamo in salita su questa strada asfaltata; alla sinistra c' un muretto di pietre oltre il quale vediamo un prato con la biglietteria di uno ski lift mentre alla destra c' il bosco. Alla sinistra troviamo alcune case la prima delle quali reca un'insegna con la scritta " Alpe Paglio ", la bianca chiesetta degli alpini dedicata ai caduti e dispersi dell'ultima guerra e l'Osservatorio dell'Alpe Paglio. Alla destra una stradina scende verso altre case (m. 1390). Percorriamo un tratto quasi in piano nel quale lasciamo a sinistra una cabina dell'Enel e un tronco nel quale stato scavato lo spazio per collocare una lampada. La strada diventa sterrata e il traffico vietato ai veicoli. Continuiamo in leggera salita. In alto a sinistra vediamo il bar paninoteca Chiaro di Luna. Passiamo accanto ad una palina con dei segnavia che indicano davanti: Pian delle Betulle a ore 0.15, Rifugio Santa Rita a ore 3.30, Pizzo dei Tre Signori a ore 5.30. Ora il fondo in cemento. Ignoriamo una stradina che scende a destra verso una casa e poi un'altra che retrocede a sinistra verso il bar-paninoteca. La strada diventa sterrata ed entriamo nel bosco (m. 1395). Passiamo tra due sostegni in ferro, collocati ai lati della stradina, che dovrebbero sostenere una stanga che non c'. Percorriamo alcune semicurve. Alla destra (lato a valle) ci sono dei tronchi collocati raso terra. Pi avanti camminiamo quasi in piano tra alberi pi radi (m. 1420). Una stradina sale dalla destra. Rientriamo nel bosco. Con lievi saliscendi percorriamo alcune semicurve. Dopo una curva a destra troviamo una stanga alzata e a un cartello che indica il divieto di transito ai veicoli. Continuiamo in salita con il fondo di pietre piuttosto sconnesso (m. 1430). Ignoriamo un sentiero che si stacca alla sinistra. Un altro sentiero si affianca alla destra. Percorriamo una curva a sinistra. Ora gli alberi sono pi radi (m. 1450). In leggera salita attraversiamo dei prati mentre gli alberi sono pi lontani. Sul lato destro della stradina ci sono delle pietre collocate ad alcuni metri di distanza l'una dall'altra (m. 1465). Lasciamo a sinistra dapprima una casa in cemento e legno, poi una recinzione all'interno della quale ci sono la baita del Jungle Raider Park e un tavolo con relative panche. Due cartelloni riportano regolamento, percorsi e prezzi di questo parco sospeso tra gli alberi. Alla destra vediamo le varie passerelle, scale, reti, cavi, carrucole, piazzole sugli alberi ecc. (m. 1480). Proseguiamo quasi in piano su fondo in cemento e pietre. Poco prima di arrivare al Pian delle Betulle, alla sinistra si stacca una scorciatoia che, passando sotto una seggiovia e ad uno skilift e scavalcando un tapis roulant, attraversa i prati e poi torna ad immettersi sulla stradina nei pressi di una fontana con vasca di tronchi. Decidiamo per di seguire la sterrata in modo da visitare il Pian delle Betulle. Quasi in piano passiamo sotto i cavi della seggiovia " Cima Laghetto " della quale alla destra vediamo la stazione di partenza. Alla sinistra c' il laghetto del Pian delle Betulle. Lo aggiriamo con una semicurva verso destra. Subito dopo arriviamo ad un bivio. Alla destra ci sono alcune palazzine. Un cartello segnala il ristorante Baitock verso sinistra; un altro il ristorante La Libellula diritto. Ignoriamo la strada che quasi in piano prosegue diritto e prendiamo l'altra in leggera salita verso sinistra. Lasciamo a sinistra il barettino di Marco e raggiungiamo la chiesa con l'annesso museo alpino. Dopo una curva a destra e pochi passi in leggera discesa, proseguiamo su sterrato quasi in piano aggirando alla destra una cascina. Troviamo altre case alla sinistra e un campo per il gioco delle bocce alla destra tra radi alberi. Arriviamo al Ristorante Baitock dove ci immettiamo su di un'altra stradina con la quale proseguiamo verso sinistra in leggera salita (m. 1485). Poco dopo il fondo diventa in cemento e pietre, poi ritorna sterrato. Alla destra ci sono alcune case. Proseguiamo quasi in piano. Lasciata a sinistra un'altra costruzione, in leggera salita arriviamo al punto in cui dalla sinistra rientra la scorciatoia. Qui ci sono una fontana con vasca di tronchi, una bacheca con una cartina della zona e un paio di cartelli che indicano il Rifugio Ombrega, il Rifugio Santa Rita e il Pizzo dei Tre Signori (m. 1505). Proseguiamo quasi in piano, lasciamo a sinistra un casello dell'acquedotto ed entriamo in un bosco nel quale cominciamo a vedere le prime betulle che hanno dato il nome alla zona. Poco dopo dalla destra sale un viottolo chiuso da un picchetto. Presso una curva a destra troviamo un altro segnale di divieto di transito ai veicoli e una freccia rossa (m. 1510). Percorriamo un tratto in leggera salita. Qui gli alberi in prevalenza sono dei faggi. Dopo una curva a sinistra troviamo altre betulle. Camminando dapprima quasi in piano e poi in leggera discesa raggiungiamo un'altra stanga che troviamo alzata. Un cartello informa che siamo arrivati all'Alpe Ortighera (m. 1505). Usciamo dal bosco e ignoriamo una stradina che scende a destra verso le case. Alla destra vediamo una piccola croce di ferro su di un masso. Alla sinistra sale un sentiero. Proseguiamo in leggera salita con la stradina. Su di un muretto alla sinistra vediamo un segnavia a bandierina con il n. 3. Passiamo tra alcune case su una delle quali leggiamo: " Baita Alpe Ortighera ". La vista ora pu spaziare verso i monti e vediamo anche uno spicchio del Lago di Lecco. Torniamo a salire. Alla sinistra, accanto ad una casa, c' una fontana con vasca in cemento. Percorriamo un ampio tornante sinistrorso passando accanto ad una santella con una madonna nera. A met del tornante il fondo della stradina diventa in cemento e pietre (m. 1525). Al successivo tornante destrorso torniamo a camminare su sterrato. Continuiamo con poca pendenza passando tra una pensana per il ricovero delle mucche e una fontana con vasca abbeveratoio in cemento. Camminiamo tra i prati. In basso a destra vediamo il fondovalle della Valsassina. Raggiungiamo un bivio (m. 1540). I segnavia indicano con un tornante a sinistra: Rifugio Santa Rita a ore 3, Alpe Dolcigo a ore 0.45; diritto: Alpe dell'Oro a ore 0.05, Besso a ore 0.45, Crandola a ore 1.20, Vegno a ore 1.20; dietro: Pian delle Betulle a ore 0.15, Margno a ore 1.30, Crandola a ore 1.40. Proseguiamo con il tornante che rafforzato all'esterno da una palizzata di legno inglobata dal terreno. Cominciamo a trovare delle canaline di legno, per lo scolo dell'acqua, di traverso alla sterrata. In salita arriviamo ad una curva a destra oltre la quale continuiamo con poca pendenza. Percorriamo un tornante destrorso (m. 1560) dove troviamo altri segnavia che indicano proseguendo: Rifugio Santa Rita a ore 3, Pizzo Tre Signori a ore a ore 5; dietro: Alpe Ortighera a ore 0.05, Alpe Oro a ore 0.10. Continuiamo in salita. Su di una pietra alla destra vediamo un bollo bianco-rosso. Presso una curva a sinistra ignoriamo un sentiero che prosegue diritto (m. 1585). Camminiamo attorniati da prati, ginestre e piccoli larici. Cominciamo a trovare anche delle canaline di ferro. Dopo una semicurva a destra, in salita e con il fondo in cemento, raggiungiamo una vasca in cemento sulla quale vediamo il segnavia a bandierina con il numero 3 (m. 1610). Poco dopo troviamo un altro segnavia identico e la scritta Santa Rita. Con il fondo sterrato percorriamo un ampio tornante sinistrorso. Poi alla sinistra vediamo un tombino chiuso con un lucchetto. Percorriamo un lungo tratto tra prati e pochi larici. Per una ventina di metri camminiamo su fondo in cemento (m. 1655). Poi ne percorriamo altrettanti su sterrato e riprendiamo a camminare su cemento. Le pietre e la terra hanno un colore rosso bruno. Di tanto in tanto troviamo un rivolo che attraversa la stradina in una scanalatura nel cemento o passandole sotto in un tubo di plastica di colore arancione. La pendenza diminuisce e dopo un tratto sterrato, torniamo a camminare sul cemento. Dopo una semicurva a sinistra alterniamo pochi passi su sterrato ad altri su cemento. Frattanto alla destra ci accompagna la vista della Grigna e del fondovalle. Lasciamo a sinistra un traliccio e passiamo sotto i cavi dell'alta tensione (m. 1680). La stradina torna sterrata. Quasi in piano percorriamo un'ampia curva a sinistra tra i prati (m. 1695). Un piccolo sentiero si stacca alla destra passando accanto a tre larici. Pi avanti vediamo un abbeveratoio posto nei prati sulla destra un po' discosto dalla strada. Troviamo un altro tombino. In salita arriviamo in localit Larice Bruciato ( Lares Brusa m. 1708). Sulla sinistra ci sono due tavoloni in legno e relative panche mentre dell'altra parte, un po' lontano dalla strada, c' una cappellina. I segnavia indicano a sinistra il sentiero che sale al Cimone. Alle nostre spalle l'Alpe Paglio segnalata a ore 1. La stradina si porta alla sinistra del crinale e dopo un primo tratto in discesa prosegue quasi in piano. Alla destra ci sono delle rocce mentre il panorama aperto sulla sinistra e in basso vediamo Premana. Dopo una curva a destra percorriamo dapprima un lungo tratto tra erba e rododendri poi anche tra alberi e altri cespugli. Superiamo un'altra curva a destra aggirando una roccia (m. 1700). Continuiamo con alcune semicurve. Lasciato a destra un tubo ricurvo, giriamo a destra e proseguiamo in leggera discesa. Presso una curva a sinistra un ruscello attraversa la strada su di un letto di pietre (m. 1685). Poco dopo percorriamo un'altra curva a sinistra e, anche qui, scorre un ruscello. Alla destra ci sono dei tronchi stesi come rinforzo. In seguito un terzo ruscello attraversa il percorso (m. 1670). Dopo un tornante destrorso, scendiamo fino ad una curva verso sinistra oltre la quale proseguiamo quasi in piano. Poi, dopo una curva a destra, torniamo a scendere (m. 1655). Arriviamo alla Bocchetta di Olino dalla quale possiamo vedere il panorama su entrambi i lati (m. 1640). Su un muretto una freccia indica il Rifugio Santa Rita e il Pizzo. Alla destra il precipizio protetto da una staccionata mentre alla sinistra scende un sentiero. Continuiamo quasi in piano con una curva a sinistra. Dopo un tratto in leggera salita, quasi in piano percorriamo un ampio tornante destrorso passando sotto i rami di un grande larice. In basso a sinistra vediamo l'Alpe Dolcigo. Raggiungiamo un bivio (m. 1650). I segnavia indicano a sinistra: Alpe Dolcigo a ore 0.10, Alpe Ombrega a ore 0.30, Rifugio Ombrega; dietro: Pian delle Betulle a ore 0.55, Margno a ore 2, Crandola a ore 2.10. A destra (nessuna indicazione) si va al il Rifugio Santa Rita . Andiamo a sinistra in discesa. Troviamo poi alla destra due tronchi sovrapposti a rinforzo per prevenire piccoli smottamenti del terreno. Continuiamo in leggera discesa e troviamo alcuni larici. Uno dopo l'altro, superiamo tre ruscelli che attraversano la sterrata e percorriamo alcune semicurve (m. 1615). Dopo una curva a sinistra, ignoriamo la sterrata che scende a sinistra verso l'Alpe Dolcigo (m. 1595). Percorriamo un'ampia curva verso destra. Alla destra troviamo una vecchia vasca da bagno riciclata come abbeveratoio. Presso un tornante sinistrorso un torrente attraversa la sterrata su di un letto di cemento (m. 1580). Dopo un breve tratto in leggera salita continuiamo in leggera discesa. Alla destra ci sono dei tronchi stesi raso terra. Quasi in piano percorriamo una curva verso sinistra molto ampia. Un rivolo attraversa la strada. Superiamo due semicurve destra-sinistra. All'interno di tornante destrorso troviamo un larice contorto. Percorriamo un'ampia curva verso sinistra. Dopo un tornante destrorso, davanti cominciamo a vedere il rifugio. In due punti, la sterrata rinforzata alla sinistra con dei tronchi collocati orizzontalmente raso terra. Superiamo due semicurve destra-sinistra e arriviamo al Rifugio Ombrega (m. 1580).

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