Rifugio Madonna della Neve
Come arrivare · Introbio, Lombardia · 1595 m · rifugio alpino
Scheda rifugio su MyBlaze
Informazioni pratiche
Tipologia
rifugio alpino
Quota
1595 m
Posti letto
25
Regione
Lombardia
Localita
Val Biandino — Valsassina
Comune
Introbio
Itinerari
12/10/2019 LC, Introbio D+ 1400 m E Ovest
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Come arrivare al Rifugio Madonna della Neve
Il Rifugio Madonna della Neve e l'annessa chiesetta sono situati nel cuore della Val Biandino e risalgono al 1664.
Distrutto nel 44 dai nazi-fascisti, il rifugio fu ricostruito tre anni dopo. Recentemente stato completamente ristrutturato.
Partendo da Introbio, possiamo risalire la Val Biandino con due itinerari quasi paralleli: una strada con il fondo in parte sterrato e in parte su
cemento e la mulattiera/sentiero n. 40 detta anche Via del Bitto. I due itinerari hanno tre punti in comune nei quali la strada si sovrapposta al sentiero.
Primo itinerario: da Introbio (interamente su strada)
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la S.S. 36 dir che sale in Valsassina.
Giunti alla rotonda di Ballabio, all'uscita dell'ultima galleria, continuiamo diritto con la provinciale 62 che percorre il fondovalle. Ad Introbio
ignoriamo la prima deviazione sulla destra che conduce nel centro del paese.
Proseguiamo per km 1.6. Poco prima di arrivare ad una curva verso sinistra entriamo in un parcheggio alla destra della strada e vi lasciamo la macchina (m. 585).
Usciamo dal parcheggio passando accanto ad una santella con un affresco raffigurante la Madonna del Rosario. Quasi in piano seguiamo la curva della
strada e subito giriamo a destra in Via alla Cascata all'inizio della quale un cartello segnala la Val Biandino.
Proseguiamo in leggera salita con i capannoni della Ciresa alla sinistra mentre alla destra ci sono un prato e alcune case. A lato della strada
troviamo altri parcheggi.
Ad un bivio lasciamo Via alla Cascata che prosegue diritto e giriamo a destra in Via ai Forni.
Alla sinistra troviamo alcuni garage e percorriamo un breve tratto quasi in piano seguito da un altro in leggera discesa (m. 610).
Poco dopo abbandoniamo Via ai Forni che continua diritto in discesa e prendiamo a sinistra Via alle Ville all'inizio della quale un cartello avverte
che la strada privata e pertanto vi il divieto assoluto di accesso e transito. Viene indicato anche un numero di telefono a cui eventualmente
rivolgersi per la richiesta delle chiavi della sbarra. Camminiamo in leggera salita; inizialmente alla sinistra c' un muro di recinzione e alla
destra un muretto sormontato da una siepe.
Continuiamo quasi in piano tra case e recinzioni.
Con poca pendenza percorriamo un tornante sinistrorso e proseguiamo in salita (m. 615).
All'esterno di un tornante destrorso troviamo una fontana con vaschetta e due panche in cemento (m. 630).
Lasciati a sinistra tre garages percorriamo un tornante sinistrorso all'interno del quale vediamo una legnaia. La strada diventa sterrata.
Alla sinistra troviamo una grande bacheca con tettuccio con l'elenco di tutte le strutture della zona (Rifugio Tavecchia ,
Rifugio Madonna della Neve,
Agriturismo la Baita, Rifugio Grassi , Rifugio Valbiandino , Rifugio Buzzoni , Rifugio
Falc , Rifugio Santa Rita ) con i loro numeri di telefono e l'informazione se sono aperti o meno.
In leggera salita raggiungiamo una sbarra dipinta di giallo che chiude l'accesso alla strada (m. 650). Alcuni cartelli ribadiscono che la strada
privata e c' il divieto assoluto di accesso e di transito. In realt la sbarra quasi sempre aperta e alcuni automobilisti ne approfittano per
proseguire a loro rischio fino al primo o al secondo ponte accorciando notevolmente il cammino ma facendo innervosire gli escursionisti che salgono a
piedi. E' anche possibile utilizzare il servizio navetta fino alla Bocca di Biandino (dove sono situati i Rifugi Tavecchia e Valbiandino )
rivolgendosi ai gestori dei rifugi.
La strada entra nel bosco.
Poco dopo il fondo diventa in cemento. Un ruscelletto attraversa la strada.
Superiamo un tornante destrorso (m. 665).
Pi avanti, sulla sinistra, accanto ad una casa grigia, un sentiero sale a sinistra (m. 675). I segnavia indicano in quella direzione il Belvedere
della Cascata a m. 400 e il Rifugio Tavecchia a ore 2.10. Continuiamo diritto. (Vedi pi sotto la descrizione della variante
che conduce al Belvedere e poi rientra pi a monte sulla strada) .
Percorriamo due curve verso sinistra.
Un rivolo attraversa la strada su di una base in cemento (m. 685).
Ignoriamo una stradina che scende a destra e percorriamo un tratto con un guardrail bianco alla destra.
Poco prima di un tornante destrorso ignoriamo una stradina che sale a sinistra e superiamo un torrente che passa sotto la strada (m. 695). Dopo il
tornante alla destra c' una rete.
Percorriamo una curva verso sinistra (m. 705).
Troviamo un rivolo che attraversa la strada scorrendo in una canalina in cemento.
Continuiamo con una curva a destra.
Presso un tornante sinistrorso, di fronte ad una casa, incontriamo il sentiero 40 Via del Bitto che si immette da destra (m. 730). I segnavia indicano
a destra in discesa: S. Uberto a ore 0.10 e Introbio a ore 0.20. All'interno del tornante c' un cancello di ferro.
Alla sinistra troviamo una recinzione e un cancello di color marrone mentre alla destra c' un cassottello in cemento dell'acquedotto.
Proseguiamo in salita, inizialmente camminando tra due recinzioni.
Alla sinistra ci sono delle protezioni in ferro dipinte di verde (m. 755).
Alla destra troviamo alcune gabbie contenenti delle pietre (m. 760). Alla sinistra ci sono alcuni vecchi pali di cemento o di legno collocati in orizzontale,
recuperati e riutilizzati come paracarri; ne troveremo altri pi avanti.
Presso un ampio tornante sinistrorso, un ruscello attraversa la strada passandole sotto. Alla destra, una stradina in salita, chiusa da una sbarra,
conduce verso una propriet privata (m. 770).
Per un tratto alla destra c' un muretto a secco.
Dopo un tornante destrorso, un cartello segnala il sentiero del Belvedere della Cascata che si innesta dalla sinistra (m. 790).
Percorriamo un tratto con poca pendenza e riprendiamo a salire.
Passiamo sotto i cavi dell'alta tensione (m. 800).
Alla sinistra troviamo un parapetto arrugginito che protegge da un burrone in fondo al quale rumoreggia il Torrente Troggia (m. 810).
Percorriamo un tratto incassato nel terreno circostante.
Continuiamo in leggera salita (m. 815).
Un rivolo attraversa la strada.
Ignoriamo un sentiero che scende a sinistra.
Poco dopo una stradina sale a destra. I segnavia indicano a destra con il sentiero 25/19: Rifugio Buzzoni , Alpe Mota a ore 2, Loc. la
Piazza a ore 0.10, Alpe Daggio a ore 1.10, Alpe Foppabona a ore 2.50; diritto: Sorgente S. Carlo a ore 0.45, Rifugio Biandino a ore 2.15, Rifugio
Madonna della Neve a ore 2.40. Un cartello indica diritto il Rifugio Tavecchia ed un altro alla destra La Pezza.
Un ruscello attraversa la strada passandole sotto. Proseguiamo diritto in leggera salita (m. 825).
Alla sinistra troviamo la Baita dei Faggi, una casa bianca recintata con una rete ed una siepe, sul muro della quale vediamo un affresco raffigurante una Madonna con
Bambino. Alla destra c' un cassottello. La strada ora procede quasi in piano (m. 835).
Una stanga chiude l'accesso ad una stradina che scende a sinistra verso una propriet privata.
A destra c' una sorgente; l'acqua esce da un tubo e forma una fontanella (m. 840).
Proseguiamo con pochissima pendenza. In basso a sinistra, tra gli alberi riusciamo a scorgere il torrente.
Una cascatella scende dalla montagna alla destra; l'acqua attraversa la strada e finisce pi a valle nel torrente (m. 845).
Alla sinistra ci sono delle protezioni in ferro.
Percorriamo una curva verso sinistra; ora la strada sterrata.
Raggiungiamo lo slargo che precede il Primo Ponte e ritroviamo sulla destra la Via del Bitto (m. 850). Vari segnavia indicano a destra: Fonte S. Carlo
a ore 0.30, Rifugio Tavecchia a ore 1.40, Biandino a ore 2, Rifugio S. Rita a ore 3.15, Rifugio
Grassi ; dietro: S. Uberto a ore 0.30, Introbio a ore 0.45.
Continuiamo quasi in piano con la strada. Alla destra, una lastra di marmo ricorda i caduti dell'ultima guerra. Superiamo una sbarra gialla ed il
ponte sul Torrente Troggia.
Percorriamo un tornante sinistrorso ignorando una sterrata chiusa da una sbarra che sale a destra.
Il fondo stradale torna ad essere in cemento. Alla destra ci accompagna un muretto in cemento. Per un tratto ci sono anche delle reti fissate alla
roccia per impedire la caduta di pietre sulla strada.
Proseguiamo in leggera salita.
Pi avanti ignoriamo una stradina che si stacca alla sinistra (m. 875).
Una catena sorretta da due paletti verdi chiude l'accesso ad un'altra stradina che scende a sinistra.
Poco dopo, all'esterno di un tornante destrorso, due sbarre chiudono l'accesso ad altrettante stradine (m. 900).
Dopo un tratto in salita continuiamo con minore pendenza. Ignoriamo una sterrata che sale a sinistra e, poco dopo, un'altra che scende a destra.
Presso un'ampia curva a sinistra, alla destra troviamo una rudimentale panca di legno ottenuta da un tronco piallato (m. 915).
Riprendiamo a salire e subito ignoriamo una sterrata che si stacca alla sinistra.
Con il fondo sterrato percorriamo una curva verso sinistra aggirando una cappelletta, contenente un dipinto raffigurante la Madonna e Ges deposto dalla
Croce, alla quale si sale con un corto sentiero (m. 940).
La strada continua quasi in piano. Troviamo un muretto a sinistra e delle protezioni a destra.
Il fondo torna ad essere in cemento.
Proseguiamo in leggera salita.
Alla sinistra dell'acqua esce dalla roccia tramite un tubicino (m. 965).
Transitiamo sotto un paio di tubi obliqui che alla destra della strada si appoggiamo su di un muro (m. 975)
Pi avanti troviamo alla sinistra delle pietre chiuse in gabbie sovrapposte che formano un muretto.
Ritroviamo il sentiero 40 che si innesta dalla destra (m. 1005). I segnavia indicano davanti: Fonte S. Carlo a ore 0.05, Rifugio Biandino a ore 1.40,
Rifugio S. Rita a ore 3.00; a destra: Ponte sulla Troggia a ore 0.20, Introbio a ore 1.
Procediamo con poca pendenza ignorando una stradina, chiusa da una stanga di legno, che scende a destra verso una cascina (m. 1025).
Torniamo a salire. All'interno di una curva verso sinistra troviamo delle pietre chiuse in gabbie sovrapposte (m. 1030).
Per un tratto alla destra ci accompagna un guardrail.
In leggera salita arriviamo ad una curva verso destra dove un ruscello passa sotto alla strada. Alla sinistra c' una targa in memoria di una persona
deceduta (m. 1040).
Ignoriamo un sentiero che scende a destra verso il torrente.
Alla sinistra troviamo la Fonte S. Carlo (m. 1060). Sotto un tettuccio scende dell'acqua freschissima che cade in una vasca ai cui lati ci
sono delle panche di pietra. Alla destra della strada ci sono un tavolo in legno e relative panche. Un sentiero scende a destra verso la vecchia
fontana. Alla sinistra della fonte i segnavia indicano il sentiero 52 per l'Alpe Agoredo a ore 1.30.
Continuiamo diritto ignorando una sterrata che sale a sinistra.
Troviamo un altro muro di gabbie con pietre alla sinistra e, poco dopo, delle protezioni dipinte di bianco alla destra.
Alla sinistra riparte il sentiero 40 (m. 1075). I segnavia indicano verso sinistra: Baite alla Scala a ore 1, Rifugio Madonna della Neve a ore 1.45.
Un cartello indica sempre a sinistra: Val Biandino. Seguiamo la strada, quasi in piano.
Transitiamo sotto ai cavi dell'alta tensione.
Arriviamo al Secondo Ponte detto anche Ponte dei Ladri e lo attraversiamo su sterrato (m. 1080).
Continuiamo in salita con il fondo in cemento.
In alto alla sinistra vediamo una cascata.
Lasciamo a destra due cassottelli di colore verde vicini tra loro (m. 1095).
Continuiamo con poca pendenza e con delle protezioni dipinte di bianco verso il torrente.
Alla destra della strada c' una cascata.
Alla sinistra oltre il Troggia vediamo l'agriturismo La Baita (m. 1125). Un ponticello consente di attraversare il torrente per
raggiungerlo e riportarsi sul sentiero 40. Proseguiamo diritto con la strada.
Subito dopo una stradina scende al torrente.
Un sentiero si stacca alla destra. Un rivolo attraversa la strada passandole sotto dentro due tubi color arancione coperti dal cemento. Alla destra
c' una piccola costruzione dell'acquedotto in cemento (m. 1140).
Torniamo a salire e troviamo alla destra della strada una colata di pietre franate da tempo (m. 1160).
Un rivolo attraversa la strada su di una base in cemento (m. 1180).
Anche alla sinistra, oltre il torrente, vediamo una colata di pietre.
Pi avanti alla destra ne troviamo altre due (m. 1210 - 1230).
Percorriamo un'ampia semicurva verso sinistra (m. 1245).
Dopo un tratto con poca pendenza riprendiamo a salire.
Un torrente attraversa la strada prima di gettarsi nel Troggia (m. 1265). Possiamo evitare il guado camminando su di una passerella alla sinistra
della strada, assicurati da un cavo fissato a due paletti sul lato a valle.
Una stradina scende a sinistra verso una tettoia. Sulla sponda opposta vediamo un'altra colata di pietre (m. 1275).
Alla destra troviamo un muro formato da gabbie contenenti pietre.
Alla sinistra ci sono alcuni massi, alla destra una colata di pietre franate (m. 1285). Poco dopo ne troviamo un'altra.
Percorriamo un tornante destrorso all'interno del quale ci sono dei massi (m. 1315).
Un tronco collocato orizzontalmente raso terra fa da protezione a valle subito prima di un tornante sinistrorso (m. 1325).
Continuiamo con un'ampia curva verso destra.
Presso una semicurva verso sinistra vediamo dell'acqua uscire da un tubo di gomma nero alla destra della strada. Accanto c' una gabbia contenente delle pietre.
Poco dopo raggiungiamo la Baita Piero Magni situata all'esterno di un tornante destrorso. Davanti alla baita c' un tavolone di legno con relative
panche. Nei pressi ci sono un grande bossolo e alcune targhe a ricordo di persone decedute (m. 1345).
Dopo il successivo tornante sinistrorso troviamo un sentiero che ridiscende alla Baita Magni e una santella contenente un piccolo crocefisso sotto al
quale c' una targa a ricordo di un soldato (m. 1365).
Lasciamo a sinistra alcuni massi e transitiamo sotto ai cavi dell'alta tensione. Oltre il torrente vediamo una cascata e le Baite alla Scala.
Percorriamo un tratto con delle vecchie protezioni in ferro alla sinistra (m. 1375).
Subito troviamo alla destra delle gabbie sovrapposte contenenti delle pietre.
Un muretto in cemento che scende alla sinistra fa da rinforzo alla strada.
Troviamo altre vecchie protezioni in ferro alla sinistra e vediamo il Troggia compiere un salto formando una cascata (m. 1395).
Un rivolo attraversa la strada su di una base in cemento.
Ignoriamo una stradina che scende verso il torrente (m. 1405).
In alto a sinistra, oltre il torrente, vediamo il Cippo 55 Rosselli.
La strada diventa sterrata. Quasi in piano gira a sinistra e con il Terzo Ponte supera un affluente del Troggia. In alto a destra vediamo una
cascata (m. 1425).
Percorriamo una curva verso destra e continuiamo in leggera salita con il fondo in cemento.
Dopo una ampia curva verso sinistra troviamo ancora delle protezioni in ferro sul lato a valle e torniamo a vedere il Cippo Rosselli (m. 1440).
Subito percorriamo un tornante destrorso molto ampio. Alla sinistra vediamo dall'alto la cascata formata del salto del Troggia.
Cominciamo anche a vedere il Rifugio Tavecchia e la parte nuova del Rifugio Valbiandino.
Dopo una curva verso sinistra continuiamo con poca pendenza. In alto davanti vediamo il Rifugio Valbiandino.
Percorriamo una curva a sinistra mentre l'acqua di un ruscello, che scende a cascata, attraversa la strada passandole sotto (m. 1470).
Ignoriamo un sentiero che sale a destra.
Quasi in piano, su sterrato, attraversiamo il Quarto Ponte, con bella vista alla destra su di una cascata formata da un salto del Troggia (m. 1480).
Subito dopo dalla sinistra si immette il sentiero 40. I segnavia indicano: Bocca di Biandino; a sinistra: La Via del Bitto; Baite alla Scala a ore
0.15, Introbio a ore 2; seguendo la strada: Rifugio Madonna delle Neve a 15 minuti.
La strada, nuovamente con il fondo in cemento, gira a destra e riprende a salire.
Superiamo una semicurva verso sinistra.
Raggiungiamo una cappella contenente cinque dipinti raffiguranti la Madonna di Lourdes tra S. Pietro, S. Giuseppe, S. Giovanni e S. Antonio. Alla
sinistra in posizione sopraelevata c' il Rifugio Tavecchia . Lasciamo a destra un ponticello di legno oltre il quale
ci sono il Rifugio Valbiandino ed
il sentiero che prosegue verso il Rifugio Grassi e continuiamo diritto alla sinistra del torrente. I segnavia indicano diritto i Rifugi Madonna della
Neve, Santa Rita a ore 1.15, FALC a ore 1.45; alla destra i Rifugi Valbiandino a 50 metri e Grassi a ore 1.15. Un cartello segnala il divieto di
transito ai mezzi motorizzati. Continuiamo quasi in piano seguendo la strada che torna ad essere sterrata. La valle, finalmente, si fa pi aperta, il
panorama si allarga e appaiono le montagne (m. 1485).
Superiamo due stanghe dipinte di giallo.
Presso una curva verso destra ignoriamo un'altra stradina che prosegue diritto in direzione di un gruppo di case. Davanti gi vediamo la bianca chiesetta
che fa parte del gruppo di edifici tra i quali c' anche il Rifugio Madonna della Neve.
La pendenza minima.
Nel prato alla destra ci accompagna una serie di tralicci che reggono i cavi dell'alta tensione.
Un ruscelletto, coperto dal cemento, attraversa la strada.
Continuiamo in leggera salita attorniati dai prati.
Alla sinistra, su di un cubo in cemento, vediamo una freccia ed una scritta in giallo che invitano a proseguire verso la Madonna della Neve (m. 1500).
Proseguiamo con il fondo in cemento e vediamo la stessa scritta sul basamento di due vecchi tralicci, uno per lato.
Continuiamo quasi in piano su sterrato. Scavalchiamo un tubo semi affiorante dal terreno.
Presso una curva a destra troviamo un altro tubo e trascuriamo un sentiero che prosegue diritto in salita.
Riprendiamo a salire. Il fondo torna ad essere in cemento.
Percorriamo una curva verso sinistra transitando sotto i cavi dell'alta tensione e lasciando a sinistra un traliccio (m. 1525).
Proseguiamo con poca pendenza. Il sentiero rientra dalla sinistra.
Dopo una semicurva verso destra davanti torniamo a vedere la chiesa della Madonna della Neve. Un rivolo, scorrendo in un tubo, attraversa la strada che ridiventa
sterrata (m. 1555).
Lasciamo a destra il basamento di un traliccio. Una stradina si stacca alla sinistra.
Vediamo una pozza poco pi in basso a destra.
Dopo un tratto in leggera discesa proseguiamo quasi in piano e percorriamo una curva verso destra.
Continuiamo in leggera salita.
Su di un cartello leggiamo: "l'Alpe Sasso inizia qui" e superiamo un vecchio cancello che troviamo aperto (m. 1570).
Dopo un tratto in salita continuiamo con minore pendenza (m. 1590).
Lasciamo la sterrata e piegando a destra saliamo alcuni gradini e raggiungiamo il complesso di edifici della Madonna della Neve (m. 1595).
Descrizione
Il Rifugio Madonna della Neve è situato nel centro della Val Biandino, nel comune di Introbio in provincia di Lecco. Meta turistica per eccellenza della Valsassina è il luogo ideale per una vacanza tranquilla immersi nella natura. La cucina è rinomata, il servizio curato. Le camere, da due, quattro o sei letti a castello. D’estate si possono fare magnifiche passeggiate adatte a tutta la famiglia e d’inverno è la meta perfetta per le ciaspolate. Il Rifugio ha riaperto nell’estate 2019 con una struttura completamente rinnovata ed una nuova gestione
Link utili
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