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Rifugio Santa Rita
Come arrivare · Introbio, Lombardia · 2000 m · rifugio
Scheda rifugio su MyBlaze
Informazioni pratiche
Tipologia
rifugio
Quota
2000 m
Posti letto
70
Regione
Lombardia
Localita
Passo Tre Croci — Biandino
Comune
Introbio
Meteo
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Come arrivare al Rifugio Santa Rita
Il Rifugio Santa Rita situato alla Bocchetta della Cazza tra la Val Biandino e la Val Varrone.
Primo itinerario: dalla zona industriale sotto Premana
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la S.S. 36 dir che sale in Valsassina.
Giunti alla rotonda di Ballabio, all'uscita dell'ultima galleria, continuiamo diritto con la provinciale 62 che percorre il fondovalle fino a Taceno.
Qui prendiamo a destra la provinciale 67 verso Premana con la quale arriviamo fino al ponte che precede la salita al paese.
Prima del ponte possiamo prendere una strada che scende a sinistra e passa sotto le arcate oppure dopo il ponte un'altra strada che scende a destra. Poco dopo
le due strada si uniscono.
Raggiungiamo i capannoni della zona industriale tra i quali ci sono alcuni spazi per lasciare la macchina gratuitamente. C' anche il nuovo parcheggio a due piani,
a pagamento (m. 765).
Lasciata la macchina ci incamminiamo e attraversiamo tutta la zona industriale fino in fondo.
La strada prosegue quasi in piano, tra vecchie baite, alla sinistra del Torrente Varrone.
Arriviamo al primo ponte in pietra.
Nel giugno 2012 stata costruita un'area pic-nic con fontana, tavoli e panche. Quest'area si raggiunge proseguendo alla
sinistra del torrente per qualche diecina di metri e attraversandolo con un nuovo ponte. Al termine dell'area pic-nic torniamo ad immetterci sulla
strada sterrata.
Se invece attraversiamo il Varrone sul vecchio ponte, giunti sull'altra sponda troviamo parecchi segnavia che indicano gli itinerari escursionistici che possiamo
percorrere.
Due grandi cartelli con scritte in bianco su fondo marrone indicano
a sinistra:
Loc. Giabi -ristoro- 0h 15 min
Alpe Forni (m. 1100), 1h 15 min
Alpe Casarsa (m. 1180), 1h 20 min
Vegessa -ristoro- (1200 m), 1h 25 min
Alpe Barconcelli (1415 m), 1h 50 min
Malga Artino -ristoro- (1500 m), 2h 20 min
Laghitt (1930 m), 2h 30 min
Alpe Varrone Rifugio CAI Casera Vecchia (1675 m), 2h 30 min
Rifugio FALC - Sorgente Varrone (2120 m), 3h 30 min
Rifugio Santa Rita (2000 m), 3h 15 min
Pizzo Tre Signori (2554 m), 5h 00 min
Pizzo Trona (2510 m), 5h 00 min
Lago d'Inferno (1870 m), 3h 45 min
Strada A.S.P. Chiarino
a destra:
Lavinol (766 m), 0h 05 min
Porcile D'Alben Zch (985 m), 0h 30 min
Malga Ariale -ristoro- (1330 m), 1h 10 min
Alpe Chiarino (1580 m), 1h 30 min
Pizzo D'Alben (1865 m), 2h 15 min
Gir di Munt
Ci sono anche altri segnavia che indicano
a sinistra
Ristoro Giabi -1 km
Lago di Losa ore 0.45
Alpe Chiarino strada a.s.p. ore 2.30
a destra
Lavinol ore 0.05
Foppa di Ronco ore 0.40
Alpe Sasso Dirotto ore 2.30
Stalle di Porcile ore 0.45
Alpe Chiarino ore 2.10
Pizzo D'Alben ore 3.00
Proseguiamo verso sinistra con poca pendenza e, riunitisi i due itinerari, troviamo un torrente che scende dalla destra e attraversa passando sotto in un tubo.
Pochi metri pi avanti ci sono un segnale stradale che indica il divieto di transito agli automezzi ed una sbarra metallica che chiude l'accesso. Alla
sinistra ci sono delle robuste protezioni in legno (m. 780).
La strada alterna tratti sterrati ad altri con il fondo in cemento.
Camminiamo in leggerissima salita. Alla destra troviamo dei gradini che salgono verso una casa ed una nicchia con la statuetta di una madonna.
Superiamo alcune case.
Ignoriamo una sterrata che scende a sinistra verso il Varrone; alla destra invece un altro torrente scende ripidamente e attraversa la strada
passandole sotto in un tubo.
Una sterrata si stacca alla destra e retrocede in salita. Un cartello informa che diritto si va verso: Agriturismo Giabi, Rifugio
Casera Vecchia di Varrone , Rifugio Santa Rita; a destra verso: Piz d'Alben.
Alla sinistra oltre il torrente vediamo una casa nel bosco.
Passiamo sotto una roccia sporgente (m. 800).
Troviamo poi altre case ed un prato alla sinistra con delle rudimentali panche di legno.
Raggiungiamo l'agriturismo Giabi. Davanti all'edificio c' una fontana.
Subito dopo con un altro ponte in pietra torniamo alla sinistra del torrente (m. 835).
Ora cominciamo a salire in un bosco di castagni. Superiamo alcuni tornanti e, guadato un ruscello, arriviamo a Gebbio (m. 875).
Dalla sinistra scende il sentiero che proviene da Premana segnalata a ore 0.20 (vedi il secondo itinerario). Altri segnavia indicano proseguendo con
la strada: Alpe Forni a ore 0.45, Rifugio Casera Vecchia di Varrone a ore 2.15, Rifugio Santa Rita a ore 3.
Anzich continuare con la strada, che aggira l'abitato sulla destra, preferiamo addentrarci tra le baite per poterle osservare da vicino.
Superiamo cos un cartello che indica se il Rifugio Casera Vecchia di Varrone chiuso o aperto e, dopo due passi in
salita, giriamo a destra accanto ad un lavatoio.
Troviamo poi una santella contenente una madonna e, terminate le abitazioni, riprendiamo la strada.
Poco pi avanti una stradina sale a sinistra; i segnavia indicano in quella direzione: Premana a ore 1, Alpe Rasga a ore 1.10, Alpe Fraina a ore 2.
Proseguiamo diritto.
Dopo aver lasciato a sinistra una casa in cemento e una croce nera a ricordo di una persona deceduta, percorriamo un tratto in leggera discesa con
alcune curve e, in alcuni punti, con delle vecchie protezioni di ferro.
Continuiamo poi in leggera salita (m. 865).
Poco dopo troviamo un sentiero che scende a destra. I segnavia indicano in quella direzione: Lago di Losa a ore 0.15, Alpe Chiarino strada a.s.p. a
ore 2, Pizzo d'Alben a ore 2.40. Proseguiamo diritto.
Pi avanti arriviamo alla " Deleguasche ". Da sinistra scende dell'acqua incanalata accompagnata da una scala in cemento.
Con un tratto in discesa perdiamo una diecina di metri e raggiungiamo una cappellina dedicata a S. Antonio all'interno della quale, oltre all'immagine del
santo, c' una panchina.
Poco dopo arriviamo al ponte con il quale superiamo il torrente che scende dalla Val Fraina (m. 885).
Prima del ponte un cancello chiude un sentiero che inizia con delle passerelle in ferro sospese sopra il torrente.
Saliamo con alcuni tornanti e poi continuiamo alternando alcuni tratti in leggera salita o discesa.
Di fronte in alto vediamo la chiesetta del " Pignadur " che pi avanti raggiungeremo.
Superiamo una statuetta della madonna chiusa in una gabbietta di ferro e iniziamo a salire con alcuni tornanti su fondo in cemento.
Passiamo accanto al muretto di contenimento di un torrente che scende da sinistra e, con un tratto ben lastricato, arriviamo alla chiesetta (m. 1005).
Dopo un tratto quasi in piano riprendiamo a salire con alcuni tornanti passando accanto ad un crocefisso e ad una cappellina dedicata a S. Uberto, patrono dei
cacciatori. Sulla destra c' anche una fontanella mentre sull'altro lato ci sono un tavolo e delle panche.
Continuiamo con altri tornanti e superiamo un rivolo d'acqua che attraversa la strada e va poi a gettarsi nel Varrone.
In vista delle case dei Forni, troviamo un bivio e, ignorata la stradina di sinistra, continuiamo diritto lungo il torrente.
Tra le case, una palina segnavia informa che ci troviamo ai Forni di Sopra (m. 1105). Inoltre vengono indicate le antiche miniere a ore 1.45 e il
Rifugio S.
Rita a ore 3.
Troviamo anche una fontana e vediamo il torrente compiere due piccoli salti artificiali. Un rivolo attraversa la strada.
Verso le ultime case ignoriamo sulla destra un sentiero che scende al torrente e poco dopo lo supera con un piccolo ponte di ferro. I segnavia indicano in
quella direzione Barconcelli e Casarsa.
Continuiamo con la strada, che in questo tratto ben lastricata, trascurando un sentiero a sinistra e due stradine che scendono a destra verso un ponticello di
legno con il quale possibile attraversare il torrente.
Un cartello informa che stiamo per arrivare a Vegessa (m. 1180). Qui le case sono quasi tutte uguali con il piano terra in pietra a vista e il piano superiore
bianco.
All'inizio della frazione troviamo un bivio e andiamo a sinistra passando accanto ad una croce, una madonnina e una fontana.
Superate le ultime case troviamo un altro crocefisso e un'area pic-nic con alcuni tavoli. C' anche un cartellone che parla della " strada del ferro " che stiamo
percorrendo.
In lieve salita superiamo un bosco di larici e vari cespugli di rododendro.
Pi avanti troviamo una fontanella sulla sinistra (m. 1250) e poi guadiamo un ruscello che attraversa la strada. Qualora l'acqua fosse abbondante possibile
passare su un mezzo tronco messo ai bordi della strada a modo di rudimentale ponticello.
Continuiamo in piano. Dopo una curva ignoriamo una stradina sulla sinistra e osserviamo il torrente effettuare qualche piccolo salto artificiale.
Raggiungiamo un bivio (m. 1270); nei pressi di un immagine della madonna, dei cartelli indicano a sinistra l'Alpe Varrone e l'omonimo rifugio, mentre a destra
si va ad Artino. Andiamo a sinistra.
Pi avanti uno sbarramento del torrente forma un piccolo laghetto poi, superata un'altra fontanella continuiamo nel bosco e riprendiamo a salire.
Dopo un paio di tornanti raggiungiamo il Ponte del Dente. Sulla destra il torrente forma una piccola cascata (m. 1360).
A questo punto alcune frecce, che si riferiscono ad una gara podistica, indicano un sentiero a sinistra in ripida salita. Ci sono anche dei segnavia che
segnalano un'area pic-nic e un punto panoramico a 5 minuti.
Prendendo questo sentiero possiamo tagliare il successivo tornante accorciando un poco il cammino ma soprattutto possiamo arrivare nei pressi di una bella
cascata (m. 1415).
Pi avanti ci immettiamo nuovamente sulla strada e saliamo abbastanza ripidamente con alcuni tornanti.
Lasciamo a destra un sentiero segnalato che conduce all'Alpe Artino in ore 0.30, all'Alpe Barconcelli in ore 1.00 e ai Laghitt in ore 2.00 e continuiamo con
altri tornanti, uno dei quali, ben transennato, si sporge come un balcone sulla vallata (m. 1515). La strada in alcuni punti lastricata.
A sinistra, oltre un'area pic-nic, vediamo una piccola cascata. Poco dopo troviamo una piccola croce.
Fiancheggiamo poi una valletta nella quale il torrente seguita a scorrere impetuoso anche se con minore portata.
A questo punto ignoriamo un sentiero sulla sinistra con il quale, guadato il torrente si risale la montagna (m. 1595). I segnavia indicano in quella direzione:
Bocchetta di Lareggio a ore 1.30, Alpe Fraina a ore 2.40, Premana a ore 4.00. Continuando diritto invece vengono segnalati: Rifugio Casera di Varrone a ore
0.15, Rifugio Santa Rita a ore 1.10, Bocchetta di Trona a ore 1.30.
In fondo, davanti a noi, gi vediamo il Pizzo di Trona e il Pizzo Varrone che chiudono la testata della valle.
Superiamo un'altra fontana la cui acqua attraversa il cammino e arriviamo ad un incrocio (m. 1655). I segnavia indicano a sinistra: il Rifugio
Casera Vecchia di Varrone a 0.10, la Bocchetta di Trona a 1.10 e il Pizzo dei Tre Signori a 2.40; a destra: le miniere di ferro a 0.10, il Rifugio Santa Rita a 1.00 e la Val
Biandino a 1.30; diritto: le miniere di ferro a 0.30, gli antichi forni fusori a 0.45 e il S. Rita a 1.45.
Lasciamo a sinistra il piccolo ponte, con il quale si entra nella conca di Varrone, e andiamo a destra.
Saliamo in modo abbastanza ripido e poi alterniamo alcuni tratti in leggera salita ad altri con maggiore pendenza. Di fronte vediamo il Pizzo Varrone e a
sinistra in basso il Rifugio Casera Vecchia di Varrone .
Dopo una curva a destra (m. 1785) torniamo a salire ripidamente.
Poi con minore pendenza raggiungiamo i Piani d'Acqua (m. 1856), una zona pianeggiante dalla quale cominciamo a vedere la bandiera del rifugio.
Passiamo sotto i cavi dell'alta tensione e riprendiamo a salire.
Lasciamo a sinistra un solitario larice (m. 1945) e percorriamo un tratto con maggiore pendenza seguito da un altro in leggera salita.
Infine in ripida salita raggiungiamo la Bocchetta della Cazza e il Rifugio Santa Rita (m. 1988).
Descrizione
Rifugio di alta montagna posto a 2.000 mt slm raggiungibile a piedi. Base ideale di partenza per ascensioni al Pizzo dei Tre Signori e molte altre mete che spaziano principalmente sulle tre valli di accesso al rifugio (val Biandino, val Varrone, val Gerola).
Link utili
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