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Rifugio Brioschi Luigi
Come arrivare · Pasturo, Lombardia · 2410 m · Rifugio custodito
Scheda rifugio su MyBlaze
Informazioni pratiche
Tipologia
Rifugio custodito
Quota
2410 m
Posti letto
27
Regione
Lombardia
Localita
Vetta Grigna Settentrionale
Comune
Pasturo
Itinerari
29/01/2026 BG, Fuipiano Valle Imagna D+ 750 m MR Est
Meteo
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Come arrivare al Rifugio Brioschi Luigi
Il Rifugio Brioschi situato a pochi metri dalla vetta della Grigna Settentrionale o Grignone.
E' punto di arrivo di molte escursioni e gode di uno splendido panorama su Alpi e Prealpi.
Il rifugio aperto tutti i giorni durante il periodo estivo; solo nei weekend nelle altre stagioni.
Per informazioni: 0341 910498 (nei giorni di apertura) o cellulare del gestore 328 8647386.
In caso di condizioni meteo particolarmente avverse contattare sempre il rifugio prima di partire.
Nei pressi della croce c' un cilindro sul quale sono indicate cime e localit che si possono vedere, la loro altezza e la direzione nella quale bisogna guardare. In senso orario:
Monviso 3841 mt, Gran Paradiso 4061 mt, Grivola 3969 mt, Monte San Primo 1686 mt, Monte Rosa 4634 mt, Monte Cervino 4477 mt, Rimpfischhorn 4199 mt,
Allalinhorn 4042 mt, Alphubel 4206 mt, Dom de Mischabel 4545 mt, Bietschhorn 3934 mt, Weissmies 4023 mt, Fletschhorn 3996 mt, Passo Sempione 2000 mt,
Monte Leone 3553 mt, Lago di Como, Jungfrau 4158 mt, Monch 4107 mt, Aletschhorn 4193 mt, Finsteraarhorn 4273 mt, Lauteraarhorm 4042 mt, Dammastock
3629 mt, Monte Bregagno 2107 mt, Pizzo di Gino 2245, Monte Adula 3402 mt, Monte Muggio 1800 mt, Pizzo Quadro 3015 mt, Pizzo Ferr 3103 mt, Pizzo Tamb
3274 mt, Sasso Canale 2411 mt, Passo Spluga 2113 mt, Pizzo Emet 3208 mt, Pizzo Stella 3183 mt, Monte Legnone 2606 mt, Pizzo Galleggione 3107 mt, Piz
Duan 3131 mt, Passo Maloja 1815 mt, Sasso Manduino 2888 mt, Pizzo Alto 2518 mt, Pizzo Badile 3308 mt, Pizzo Cengalo 3370 mt, Cima di Castello 3392 mt,
Pizzo Rotondo 2495 mt, Monte Disgrazia 3678 mt, Pizzo Bernina 4050 mt, Piz Pal 3905 mt, Pizzo Mellsc 2465 mt, Pizzo Saoseo 3265 mt, Pizzo Scalino
3325 mt, Vetta di Ron 3136 mt, Pizzo dei Tre Signori 2554 mt, Gruppo Ortles Cevedale 3905 mt, Gruppo Scaiss Redorta 3028 mt, Car Alto 3462 mt, Pizzo
del Diavolo di Tenda 2916 mt, Pizzo della Presolana 2521 mt, Pizzo Arera 2512 mt, Monte Alben 2019 mt, Monte Sodadura 2010 mt, Monte Baldo 2200 mt,
Monte Gugliermo 1948 mt, Monte Due Mani 1656 mt, Monte Resegone 1875 mt, Monte Tesoro 1432 mt, Grigna Meridionale 2184 mt, Montevecchia 501 mt,
Appennini, Laghi Briantei, Monte Rai 1259 mt, Cornizzolo 1240 mt.
Primo itinerario: dal Cainallo (sentiero 25 Via della Ganda)
Questo il percorso pi frequentato durante il periodo estivo.
Lasciamo la statale 36 al km. 57.5 per prendere la provinciale 72 che segue il Lago di Lecco.
Al km. 72.5 una deviazione a sinistra ci conduce nel centro di Varenna.
Verso il termine dell'abitato prendiamo a destra la tortuosa provinciale 65 del Passo di Agueglio. Dopo undici chilometri attraversiamo Esino.
Pi avanti prendiamo sulla destra la deviazione per il Rifugio Cainallo.
Qua giunti, alla sinistra, accanto al cancello del rifugio, troviamo la macchinetta che rilascia il ticket per il parcheggio da esporre sul cruscotto. Il costo di 6 euro giornalieri.
Dal Rifugio Cainallo proseguiamo in auto per circa due chilometri. Solo l'ultimo tratto sterrato. Arrivati in fondo alla Val di Cino, dove la strada termina, lasciamo la macchina nel vasto parcheggio (m. 1420).
Ci avviamo verso la vicina cresta spartiacque ma, prima di raggiungerla, prendiamo il sentiero sulla
destra. I segnavia indicano: Bogani -Brioschi n. 25; Bietti -Brioschi n. 24; Monte Croce n. 23. Altri cartelli segnalano i Rifugi
Bietti e Bogani entrambi a ore 1.30 e informano se sono chiusi o aperti.
In salita nella faggeta, arriviamo ad una curva a sinistra dove il sentiero si divide in tre tracce (m. 1455): la prima ha il fondo roccioso e dei
gradini realizzati con piccoli tronchi di legno; la seconda ha il fondo di roccia e non ha gradini; il fondo della terza invece un misto di roccia e sterrato.
Poco pi avanti lasciamo a destra il sentiero n. 23 per il Monte Croce e il Bivacco Baitello dell'Amicizia .
Riunitesi le tre tracce, raggiungiamo una santella con una madonna (m. 1470).
Giriamo a destra e con due tratti quasi in piano, intervallati da una lieve discesa, iniziamo a contornare il fianco del Grumellone avendo alla nostra
sinistra la profonda voragine che scende ripida nella Valle dei Mulini. Il sentiero ampio ma comunque opportuno non distrarsi, specialmente in caso di neve.
Saliamo agevolati da tre gradini di legno e raggiungiamo un passaggio tra le rocce (m. 1485).
Dopo due passi in leggera discesa proseguiamo quasi in piano.
Troviamo un tronchetto sistemato a guisa di gradino e poi in salita passiamo tra altre due rocce (m. 1490).
Proseguiamo quasi in piano con lievi saliscendi. Ora alla sinistra ci sono meno alberi.
Poi torniamo nel bosco e alterniamo tratti in piano ad altri con poca pendenza, a volte camminando sopra delle radici affioranti.
Percorriamo una breve salita su fondo roccioso e, agevolati da cinque tronchetti che fanno da gradino, raggiungiamo un altro passaggio tra le rocce (m. 1520).
Dopo pochi passi in leggera discesa, proseguiamo in leggera salita su pietrisco.
Con alcuni gradini di legno e di pietra, riprendiamo a salire su fondo roccioso.
Poi, nuovamente su pietrisco, proseguiamo con poca pendenza. Alla sinistra, in questo punto ci sono pochi alberi e possiamo vedere la sottostante vallata.
Troviamo altri gradini, prima di legno e poi di pietra, con i quali saliamo su fondo roccioso.
Quasi in piano su pietrisco, giriamo a sinistra assecondando un ansa della montagna. Il sentiero rinforzato a valle da un tronco collocato a terra in orizzontale.
Poi camminiamo su di una passerella che, nell'ultima parte, coperta da cemento (m. 1535).
Subito giriamo a destra e proseguiamo con lievi saliscendi. Il sentiero, sul lato a valle, rinforzato con dei tronchi.
Saliamo altri gradini di legno.
Proseguiamo con pochissima pendenza. In basso a sinistra vediamo Cortenova (m. 1550).
Alla sinistra troviamo, uno dopo l'altro, altri due tronchi a rinforzo del sentiero, mentre alterniamo tratti con poca pendenza o quasi in piano.
Superiamo un solitario gradino di legno (m. 1570).
Riprendiamo a salire con altri gradini poi giriamo a destra e proseguiamo con lievi saliscendi. Alla sinistra ci sono pochi alberi e pertanto possiamo
vedere la sequenza delle cime della Valsassina che in fondo a sinistra si chiude con il Legnone.
Con pochi passi in salita arriviamo ad un bivio (m. 1590). I segnavia indicano diritto: Rifugio Bogani ; a destra: Rifugio Bietti . Altri cartelli
segnalano entrambi i rifugi a ore 0.45 e informano se sono chiusi o aperti. Il sentiero alla destra conduce anche al Bivacco 89a Brigata dove inizia
il sentiero 19 che sale verso la Grigna lungo la Cresta di Piancaformia. Continuiamo diritto.
Dopo un tratto in leggera salita proseguiamo con alcuni lievi saliscendi (m. 1595).
Alterniamo poi alcuni tratti quasi in piano ad altri in leggera discesa o in discesa. Rasoterra accanto al sentiero troviamo dei tronchi distesi come rinforzo (m. 1575).
In basso a sinistra cominciamo a vedere i due torrioni del Frate e della Monaca.
Agevolati da alti gradini di legno, scendiamo ripidamente verso il fondo della Valle delle Lavinie (m. 1535).
Continuiamo quasi in piano con delle semicurve, assecondando le anse della montagna e aggirando cos una vecchia frana.
Poi riprendiamo a salire, inizialmente con poca pendenza. Alcuni tronchetti fanno da gradino (m. 1545).
Presso una curva a sinistra camminiamo su di una passerella (m. 1550).
Vediamo un bollo con il n. 25. Percorriamo un tratto quasi in piano seguito da uno in leggera salita. Rivediamo i due torrioni da una diversa
angolazione; ora la Monaca sembra nascondersi dietro al Frate.
Dopo una curva a sinistra la pendenza aumenta (m. 1570).
Raggiungiamo un cancelletto di legno. Una scritta bilingue invita a richiuderlo dopo il passaggio per evitare la fuga degli animali al pascolo (m. 1575).
La pendenza diminuisce un poco ma ben presto riprendiamo a salire in modo abbastanza ripido con alcuni gradini. In questo punto il sentiero incassato.
Percorriamo un tornante sinistrorso e aggiriamo una pietra, sulla quale vediamo il segnavia 25, andando a sinistra in quanto il sentiero dall'altro lato sbarrato (m. 1600).
Saliamo a zig-zag con alcuni gradini.
Arriviamo ad un bivio (m. 1610). I segnavia indicano a sinistra con il sentiero 39: Prato San Pietro, Valle dei Mulini; a destra con il sentiero 25:
Rifugio Bogani , Rifugio Brioschi; dietro: Cainallo, Esino. Andiamo a destra in salita percorrendo un ampio tornante sinistrorso.
Ora non abbiamo pi la parete rocciosa alla nostra destra, ma camminiamo tra radi larici.
Riprendiamo a salire in modo abbastanza ripido mentre il sentiero si divide e subito torna ad unirsi (m. 1635).
Poi giriamo a destra (m. 1650).
Proseguiamo tra i prati mentre gli alberi sono ad alcuni metri di distanza e percorriamo un ampio tornante.
Arriviamo all'Alpe Moncodeno (m. 1680) dove alla sinistra troviamo: una baita e una stalla, delle panche di pietra addossate alla baita e una fontana con vasca
in cemento; alla destra ci sono due tronchi scavati. Alla sinistra si stacca un sentiero. I segnavia indicano davanti: Rifugio Bogani ; a sinistra:
Ghiacciaia del Moncodeno. Proseguiamo verso il Rifugio Bogani .
Il sentiero subito si divide in due tracce parallele, quella a destra pi larga e pi in basso rispetto all'altra. Possiamo utilizzarle entrambe in
quanto pi avanti si uniscono poco prima di arrivare ad una pozza, coperta con dei tronchi e attorniata da prati, che serve come abbeveratoio per le mucche (m. 1705).
Dopo una curva a sinistra proseguiamo in modo abbastanza ripido. Il sentiero si divide in varie tracce.
Superiamo una curva a destra e poi ignoriamo un sentiero che si stacca alla sinistra. Alla destra un cartello su di un larice indica davanti il
Rifugio Bogani ex Monza (m. 1750).
Continuiamo con poca pendenza poi riprendiamo a salire mentre alla sinistra si allontana un piccolo sentiero.
Su di un albero alla sinistra vediamo un crocefisso (m. 1775).
Ora i larici sono meno radi. Cominciamo a vedere davanti l'edificio bianco rosso del Rifugio Bogani e alla sinistra la bandiera che sventola su di un dosso (m. 1800).
Lasciamo a destra il sentiero segnalato come 19 rosso per la Cresta di Piancaformia, Rifugio Bietti e Rifugio Brioschi e come 19 blu per la discesa
verso la Bocchetta di Prada, Mandello, Esino.
Poco dopo, in leggera salita, arriviamo al Rifugio Bogani (m. 1816).
Qui troviamo una palina con vari segnavia che indicano davanti, con il sentiero 25: Via della Ganda, Rifugio Brioschi; con il sentiero 37: Bregai, Via
del Nevaio, Rifugio Brioschi; con il sentiero 36: Zapel, Passo della Stanga, Rifugio Riva ; con il sentiero 38: Palone Valori; dietro con il sentiero
25: Cainallo, Esino. Vediamo anche un bollo con il n. 25.
Saliamo a zig-zag tra radi larici poi il sentiero si divide in pi tracce e seguiamo quella contrassegnata da bolli bianco-rossi.
Arriviamo ad un bivio dove troviamo un'altra palina con vari segnavia che indicano a sinistra con il sentiero 37: Bregai, Via del Nevaio, Rifugio
Brioschi; con il sentiero 36: Zapel, Passo della Stanga, Rifugio Riva ; con il sentiero 38: Palone Valori; diritto con il sentiero 25: Rifugio Brioschi,
Via della Ganda; dietro con il sentiero 25: Rifugio Bogani , Cainallo. Andiamo diritto.
Percorriamo un tratto a zig-zag su fondo pietroso.
Incrociamo varie tracce e seguendo una freccia rossa continuiamo diritto (m. 1870).
Saliamo in modo abbastanza ripido su sfasciumi. Come segnavia, oltre ai bolli bianco-rossi cominciamo a trovare anche tre pallini rossi disposti a triangolo.
Passiamo tra alcuni larici e mughi (m. 1895).
Il sentiero si divide ancora in diverse tracce. Seguiamo sempre i bolli tra erba, piccoli cespugli e sfasciumi.
Dopo un breve tratto con poca pendenza, saliamo ripidamente attorniati da alcuni alberi (m. 1925).
Il sentiero si sdoppia per aggirare una cavit (m. 1950). Scegliamo il percorso a sinistra e saliamo rapidamente. Giunti in alto, tra l'erba
ritroviamo l'altro sentiero che arriva dalla destra (m. 1965).
Ora la pendenza diminuisce un poco. Alla destra cominciamo a trovare delle paline che terminano in alto con un disco metallico; ci accompagneranno
lungo il cammino per indicarci il percorso migliore in caso di neve. Lass in cima gi vediamo la croce e, alla sua destra, la cappella con le pareti di vetro.
Il sentiero prosegue tra l'erba. Lontano a destra su di un dosso roccioso vediamo un ripetitore.
Passiamo accanto a due conche e lasciamo la prima a destra e la seconda a sinistra (m. 1990). Davanti cominciamo a vedere una statua in bronzo
raffigurante una madonnina.
Subito dopo aver superato una palina, il sentiero si divide per aggirare un dosso (m. 2010). Andiamo a destra su sfasciumi in modo abbastanza ripido.
Il sentiero un po' incassato.
Troviamo altre conche alla destra, ai piedi della madonnina (m. 2035).
Passiamo tra un profondo buco carsico sulla sinistra e la madonnina collocata su di un piccolo dosso alla destra che si pu raggiungere con un sentierino (m. 2045).
Proseguiamo in salita su fondo roccioso spostandoci un po' verso destra. In basso vediamo il Rifugio Bogani . Troviamo un segnavia n. 25.
Ora il pendio degrada da entrambi i lati verso il fondo di due conche.
Percorriamo pochi passi in discesa e riprendiamo a salire in modo abbastanza ripido su fondo roccioso e sfasciumi (m. 2060). Dietro vediamo il Lago di Como.
Dopo un breve tratto ripido con una palina alla destra, continuiamo con poca pendenza (m. 2085).
Poi torniamo a salire e passiamo tra una roccia e un ometto (m. 2095).
Proseguiamo con poca pendenza con il sentiero incassato tra le rocce.
Passiamo accanto ad una palina e continuiamo dapprima quasi in piano e poi in leggera discesa ignorando un sentiero che si stacca alla sinistra.
Lasciata a destra un'altra palina, passiamo a sinistra di un dosso roccioso.
La successiva palina possiamo aggirarla in salita da entrambi i lati (m. 2100).
Saliamo in modo abbastanza ripido tra alcune roccette verso una palina che poi lasciamo a destra (m. 2115).
Con pochi passi in leggera salita arriviamo ad un'altra palina oltre la quale la pendenza aumenta. Camminiamo su fondo roccioso, sfasciumi e alcuni ciuffi d'erba.
Vediamo un altro segnavia n. 25 (m. 2135). Qui la pendenza minima, poi riprendiamo a salire.
Camminando tra varie pietre, lasciamo a sinistra un inghiottitoio (m. 2145).
Passiamo tra una palina e un segnavia n. 25. Un piccolo sentiero arriva dalla destra.
Percorriamo un breve tratto in discesa con delle rocce alla destra. In basso a sinistra vediamo un altro sentiero che scorre parallelo.
Poi, quasi in piano, passiamo accanto ad una palina.
Troviamo la prima catena che ci accompagna in un tratto roccioso un poco esposto.
Al termine della catena, un segnavia indica il Rifugio Bogani nella direzione dalla quale proveniamo.
Ci abbassiamo di un paio di metri e ritroviamo il sentiero, che avevamo gi notato pi in basso, che ora si unisce al nostro.
Continuiamo in salita su sfasciumi e raggiungiamo un'altra palina e delle roccette (m. 2170).
Una seconda catena passamano ci accompagna in un facile passaggio a fianco di una foiba che vediamo sotto a sinistra.
Pochi passi pi avanti ci troviamo di fronte una paretina verticale di soli tre metri che dobbiamo risalire; una catena alla destra e alcuni intagli
nella roccia ci facilitano il compito (m. 2175).
Ne usciamo davanti ad un segnavia con il n. 25, pieghiamo a sinistra e saliamo tra sfasciumi. In alto torniamo a vedere la croce.
Lasciamo altre due paline alla destra.
Alla sinistra troviamo un profondo inghiottitoio con una catena che scende all'interno. Nei pressi ben tre targhe ricordano delle persone decedute.
Meglio non avvicinarsi troppo.
Saliamo in modo abbastanza ripido su sfasciumi passando a monte dell'inghiottitoio. Su di un cartello giallo appeso ad una delle solite paline
leggiamo " pericolo, crepaccio ".
Proseguiamo in salita con vari zig-zag. Una freccia gialla indica la direzione dalla quale proveniamo.
Dalla destra arriva il sentiero che proviene dalla Cresta Piancaforma che qui si immette sulla Via della Ganda (m. 2220). I segnavia indicano davanti
con il sentiero 25: Rifugio Brioschi; a destra con il sentiero 28: Via Guzzi, Rifugio Bietti , e con il sentiero 19: Bocchetta di Prada, Mandello,
Esino; dietro con il sentiero 25: Rifugio Bogani , Cainallo.
Il sentiero si divide in due tracce parallele che pi avanti si riuniscono.
Superata una palina il tracciato torna a dividersi in due tracce (m. 2245). Camminiamo su pietrisco e scivolosa sabbietta.
Poi il sentiero si ricompone. Ora saliamo a zig-zag.
Assicurati da una catena fissata alla parete alla destra, camminiamo dapprima su di una roccia obliqua e poi con il pendio che alla sinistra scende ripidamente (m. 2270).
Continuiamo su ripidi sfasciumi (m. 2290).
Poi giriamo a destra e iniziamo una serie di zig-zag (m. 2300).
Il sentiero torna a dividersi in varie tracce che si intersecano; possiamo scegliere quale seguire (m. 2335).
Pi avanti si ricompongono in un unico sentiero. Continuiamo ripidamente a zig-zag.
Con minore pendenza arriviamo ai piedi delle roccette finali (m. 2360).
L'ultimo ripido tratto lo superiamo agevolati da una lunga catena fissata alla roccia.
davvero lultimo sforzo; finalmente sbuchiamo in cima nei pressi dalla cappellina di vetro che precede di pochi passi il Rifugio Brioschi.
Descrizione
Intitolato a Luigi Brioschi, pioniere dell’alpinismo lombardo e presidente della Sezione di Milano, a ricordo della prima ascensione alla Nordend del Monte Rosa da lui compiuta nel 1876
Link utili
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