Bivacco Dante Baroncelli

Come arrivare · Gandino, Lombardia · 1280 m · rifugio

Scheda rifugio su MyBlaze

Informazioni pratiche

Tipologia
rifugio
Quota
1280 m
Regione
Lombardia
Localita
Guazza bassa
Comune
Gandino

Meteo

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Come arrivare al Bivacco Dante Baroncelli

Il Bivacco Baroncelli situato in Val Groaro a pochi metri dalla Tribulina della Guazza e dalla grande Croce dei Pastori dalla quale la vista spazia sulla sottostante Val Gandino. Il bivacco dispone di una stufa, legna, un fornello con bombola di gas, un tavolo, due sedie, 4 sgabelli, 2 mobiletti, stoviglie e qualche coperta. All'esterno c' una veranda con panche in legno. Accanto al bivacco ci sono un barbecue e due tavoloni in legno e metallo con relative panche. L'acqua prelevabile da due fontane poste davanti alla tribulina e al bivacco. Con la provinciale 671 risaliamo la Valle Seriana. Dopo aver superato Gazzaniga, all'altezza del km. 19.3, prendiamo sulla destra la provinciale 42 della Val Gandino. Dopo Leffe, arriviamo a Gandino. Seguendo la segnaletica, puntuale ad ogni bivio, ci dirigiamo verso il Monte Farno. Poi, con una strada di recente costruzione, aggiriamo sulla destra la frazione Barzizza. Superato l'abitato, all'esterno del primo tornante sinistrorso, parte il sentiero 549 descritto nel secondo itinerario (m. 880). Continuando invece con la carrozzabile, fin quasi al termine dell'asfalto, raggiungiamo i parcheggi del Monte Farno (m. 1236). Poco pi avanti sulla destra parte il sentiero 549A. La sosta soggetta al pagamento di 2 tramite " gratta e sosta " acquistabile presso: Biblioteca, La Spiga d'Oro, Perletti, Caff Centrale, Edicola Bar Antica Fontana, Il Vizio, Bar Sport e presso i Rifugi Monte Farno e Parafulmine . Primo itinerario: dal Monte Farno (sentiero 549 A) Lasciamo la macchina nell'ultimo parcheggio a fianco di una bacheca con due cartine della zona in versione estiva e invernale. Ci incamminiamo lungo la strada ancora asfaltata, in leggera salita, seguendo il segnavia n. 545. Troviamo una stradina che si stacca alla destra all'inizio della quale i segnavia indicano con il percorso 549A: Triblina Guazza a ore 0.40, Bivacco Baroncelli a ore 0.40, Croce dei Pastori a ore 0.40, Sentiero degli Alberi. Lasciamo pertanto la strada asfaltata, che continua verso il Rifugio Parafulmine , e pieghiamo a destra imboccando la stradina che si avvia tra i prati in leggera salita e con il fondo in cemento (cartello strada privata senza uscita). Alla sinistra troviamo un cartello con la scritta: " Doss e Penaci m. 1250 ". Pi avanti la pendenza aumenta. Raggiungiamo un gruppo di case, giriamo a sinistra e percorriamo un tratto quasi in piano su sterrato. Riprendiamo a salire, con il fondo in cemento, passando tra altre case. Al termine dell'abitato, la strada ritorna sterrata. Poco pi avanti chiusa da una stanga (m. 1295). Un cartello segnala il divieto di transito ai veicoli non autorizzati. Alla destra c' una protezione in ferro ed un bel panorama sulla vallata. Proseguiamo in leggera salita. Alla sinistra ci sono dei prati recintati. Ignoriamo una stradina che scende a destra e continuiamo quasi in piano mentre in lontananza gi vediamo il bivacco e la grande croce. Lasciamo poi a sinistra una stradina con due strisce in cemento. Dopo una curva a sinistra continuiamo in leggera discesa. Un'altra stradina sale a sinistra. Proseguiamo diritto. Poco dopo raggiungiamo un bivio. I segnavia indicano: Mancafer 1285m; a destra con il sentiero 549A: Triblina Guazza a ore 0.25, Bivacco Baroncelli a ore 0.25, Croce dei Pastori a ore 0.25. Qui troviamo il primo cartello della serie " Alberi " sul quale leggiamo: <<Non meno degli Dei, non meno di simulacri d'oro e d'argento, si adoravano gli alberi maestosi delle foreste.>> "Plinio il Vecchio" (scrittore, naturalista latino) e inoltre: <<chi conosce la scienza sente che un pezzo di musica e un albero hanno qualcosa in comune, che l'uno e l'altro sono sono creati da leggi egualmente logiche e comuni.>> "Anton Cechov" (Medico, scrittore, drammaturgo) . Prendiamo il sentiero che inizia alla destra, in leggera discesa, tra erba, cespugli e alberelli. Con lievissimi saliscendi superiamo un boschetto di noccioli, poi continuiamo ancora tra erba e radi alberelli. Troviamo un sentiero che arriva da sinistra e si immette su quello che stiamo percorrendo. Troviamo anche un altro cartello che riporta altre due citazioni sugli alberi. Dopo una breve discesa nel bosco, presso un'ansa della montagna superiamo il letto di un ruscello che troviamo in secca (m. 1280). Risaliamo l'altro versante e continuiamo quasi in piano fino al termine del bosco, sull'altro lato della valletta. Dopo un tratto in leggera discesa, ancora tra gli alberi, superiamo un rivolo (m. 1270) e riprendiamo a salire. Percorriamo un tratto in leggera salita, e proseguiamo con brevi e lievi saliscendi. Praticamente rimaniamo sempre alla stessa quota. Troviamo altri tre cartelli che parlano del faggio (caratteristiche, utilit e curiosit). Terminato il bosco, sulla destra vediamo la vallata. Ora camminiamo a mezza costa mentre alla destra il pendio precipita ripidamente tra erba e cespugli. Dopo una curva a sinistra, torniamo a vedere la grande Croce dei Pastori. Superiamo un altro boschetto e sbuchiamo in un prato nei pressi della Tribulina Guazza. All'interno della cappella c' un affresco, opera del pittore Ignazio Nicoli, raffigurante una madonna con bambino e la scritta " Mater Decor Carmeli ". Sotto una veranda c' una rudimentale panca fatta con una trave. Dalla destra, accanto ad una fontana, arriva il sentiero descritto nel secondo itinerario. I segnavia indicano: Piazza Barile 1280 m; a sinistra con il sentiero 549: Capanna Ilaria a ore 0.50, Pizzo Formico a ore 1.20; a destra in discesa con il sentiero 549: Loc. Groaro a ore 0.40, Barzizza a ore 1.10; dietro: Monte Farno a ore 0.40. Tre serie di cartelli parlano dell'abete rosso (peccio), del larice e della betulla bianca. Il bivacco davanti a noi e con pochi passi lo raggiungiamo.

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